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Nel pomeriggio di oggi, un areo da ricognizione ed un elicottero, hanno sorvolato per circa 15 minuti il territorio di Paternò. 

La motivazione potrebbe essere quella di un aiuto con le nostre forze dell'ordine, anche se indiscrezioni parlano di controlli di anti-terrorismo.

Riprendiamo un interessante articolo apparso giorno 26 Maggio 2015 sul giornale online L'Indipendente. L'articolo, firmato dal noto giornalista Salvo Fallica, evidenzia come a Paternò, negli ultimi mesi, ci sia una situazione alquanto preoccupante sul punto di vista della legalità. 

Ancora una volta a Paternò, una parte della Chiesa cattolica dimostra di essere più coraggiosa e chiara di buona parte della politica e della classe dirigente cittadina. Domenica nella chiesa Santa Barbara, dove forti messaggi di etica e legalità sono stati lanciati nel tempo dal sacerdote Nino Pennisi, alla messa celebrata alle 18.30 un nuovo appello forte, intriso di senso morale e civico, è giunto da padre Salvatore Magrì. Già nell’omelia padre Magrì, in linea con il messaggio di papa Francesco e dunque del Concilio Vaticano II, parlando della Pentecoste e dello Spirito Santo era riuscito con sapienza dottrinale, eleganza dialettica e capacità divulgativa a mostrare come è essenziale per i cattolici ispirarsi alle prime comunità dei cristiani, al loro coraggio, al loro non rassegnarsi alla violenza, al loro testimoniare il messaggio evangelico. Aggiungendo che i cristiani non possono assistere inerti a quello che capita nel mondo, nella loro realtà. Non possono essere indifferenti ma debbono agire positivamente e costruttivamente. A conclusione della messa, prima della benedizione, è tornato su questi punti con un messaggio ancor più forte, che sintetizziamo così: “Basta alla lava distruttrice dell’indifferenza, non si può assistere alle brutture girando lo sguardo dall’altra parte. I cristiani non possono essere codardi”. Insomma, una forte iniezione di spirito civico, con una posizione ovviamente al di sopra delle parti, consona al suo ruolo, ma decisa e trasparente. Così come papa Francesco è stato netto nella sua condanna dei mafiosi, della corruzione e dei corrotti che distruggono la comunità civile creando ancor più danni ai più deboli, padre Magrì ha invitato i cittadini a non girare lo sguardo dall’altro parte quando vi è chi commette reati, chi devasta la città. Lo ha detto in maniera metaforica ma semplice, comprensibile da tutti. L’ondata di criminalità che sta devastando la città non può lasciare nessuno indifferente. Ha detto di più, bisogna fermare le brutture. Tutte le brutture. Dunque il suo messaggio è stato ancora di più ampio respiro.

La situazione drammatica di Paternò è sotto gli occhi di tutti, la puntualità con la quale i media raccontano i fatti di cronaca sempre più problematici e cruenti, la capacità di approfondimento analitico del disagio sociale, la capacità d’interpretazione della crisi politica, economica e sociale da parte di cronisti ed opinionisti non trova purtroppo adeguati riscontri nelle risposte del governo locale e di gran parte della classe dirigente (per essa, come ribadiamo sempre, non si intende solo la politica). Ovviamente vi sono delle eccezioni, ma il problema nella sua complessità rimane. Ed anche la reazione della società civile non è abbastanza forte. Vi è una parte viva e dinamica, impegnata in prima linea nella lotta per la legalità, nella battaglia contro la mafia e la corruzione, ma vi è ancora una soglia alta di indifferenza. Vi è, bisogna dirlo con coraggio, una debolezza del senso civico. In questo contesto spicca ancor di più l’importante impegno di tanti cittadini che non si arrendono, compreso il presidente dell’associazione antiracket A.Agosta Ludovico Lizzio, sempre teso ad unire armonicamente tutti quelli schierati nella battaglia per la legalità. In un commento puntuale ed acuto su 95047.it il collega Anthony Distefano ha fortemente criticato quei cittadini di Paternò che incredibilmente non vedono e non sentono nulla, neppure quando vengono svaligiati in piena notte i negozi vicini alle loro case, nei loro quartieri, le cui vetrine vengono orribilmente scassate con le auto. Producendo rumori fortissimi, eppure nessuno vede o sente nulla. Distefano ha sottolineato che, in generale, basterebbe anche una telefonata anonima alle forze dell’ordine per segnalare i casi di furti, rapine, ed altri reati. Eppure vi sono tanti imprenditori e commercianti coraggiosi che hanno denunciato in Sicilia i loro estorsori facendoli arrestare, ed anche a Paternò è accaduto più volte. E come ha ricordato in una intervista a questa testata il capitano dei carabinieri Lorenzo Provenzano, nessun cittadino che ha denunciato è stato abbandonato, a nessuno è stato torto un capello. E’ possibile che su reati minori, ma egualmente gravi per la vita cittadina, neppure davanti a scene di “Far West”, con vetrine spaccate in pieno giorno, nessuno veda o senta nulla? Va detto con rigore, il lavoro dei carabinieri a Paternò come in provincia di Catania ed in altri luoghi è semplicemente eccellente. Lo testimoniano l’alto numero di operazioni antimafia, i tanti arresti per diversi reati. Il merito è di tanti carabinieri e di chi li guida: a Paternò e nel vasto comprensorio Lorenzo Provenzano, in tutta la provincia di Catania, il colonnello Alessandro Casarsa. Il merito è di tutte le forze dell’ordine e della magistratura. Il problema è che la lotta per la legalità non si fa solo con la repressione. Non è solo una questione di leggi più rigorose, che certamente aiuterebbero nella lotta contro la microcriminalità. Più che nuove regole dure servirebbero processi più veloci e maggiore certezza della pena. E’ utile anche una grande azione sociale e pedagogica, volta a salvare i giovani che rischiano di cadere nelle grinfie delle organizzazioni criminali. Occorre anche un più forte spirito comunitario. Serve una sicurezza partecipata, ovvero i cittadini impegnati attivamente nel controllo del territorio. Tempo fa, sempre nella nota intervista a questo sito, il capitano Provenzano specificò che mille occhi che collaborassero con i carabinieri sarebbero un apporto fondamentale nel far rispettare le regole civili, nell’assicurare la sicurezza del territorio. Sulla Gazzetta Rossoazzurra, segnaliamo due articoli molto interessanti sul tema, con una serie di proposte costruttive, di Vincenzo Anicito e Salvo Faraci. Ricordiamo gli allarmi sui temi della sicurezza di Mary Sottile su “Ciak Telesud” e “La Sicilia”, di Orazio Caruso sul “Giornale di Sicilia”. Anche loro, inascoltati. La battaglia è di lunga durata, è più difficile di quel che si pensa, ma non tanto per la forza delle organizzazioni criminali ma perché la città è più fragile del previsto. La crisi economico-sociale ha aggravato la situazione, la disperazione e l’emarginazione sono maggiori di quello che il governo locale riesce a percepire. Noi siamo convinti che il sindaco Mangano sia in buona fede, ma più volte nelle sue note per la stampa ha dato una immagine un po’ edulcorata della realtà, ha dato l’impressione di sottovalutare la drammaticità della situazione. Le parole, anche le più efficaci, non possono nascondere la triste realtà. In un editoriale su sudpress.it il direttore Simona Scandura, con parole accuratamente scelte, ha criticato duramente il sindaco Mangano. In buona sostanza il suo ragionamento è che un primo cittadino deve esercitare la propria leadership e farsi ascoltare dalle istituzioni più importanti e lo deve fare anche chi è stato eletto in parlamento e proviene da questo territorio. Noi crediamo che il più grave ritardo del governo locale e della classe dirigente (al di là di qualche eccezione positiva) sia nell’ambito della mancata programmazione di politica economica. In linea con il passato, da diversi lustri Paternò vede dimenticata la zona industriale, caduta nell’oblio la zona artigianale. Una città senza piano regolatore e “dunque un nuovo quadro adeguato di regole certe” come ripete l’architetto Angelo Perri, un governo locale che non dice la sua in maniera razionale ed organica sui temi infrastrutturali. Un comune dove il cambiamento della macchina burocratica è stato annunciato e non pienamente attuato. Una città senza un progetto concreto, culturale e di ampio respiro non può che essere in forte crisi e dunque più fragile in tutti i settori…

Un colpo da appena un centinaio di euro (anche se il conteggio esatto è ancora da appurare). E’ accaduto questo pomeriggio, sabato, attorno alle 17.50: rapina a mano armata al supermarket A&O di Corso Italia. Ad agire è stata una persona col volto travisato da passamontagna che si è diretto immediatamente verso una delle casse. L’arma puntata verso il giovane cassiere e poi la richiesta di consegnare il denaro contenuto nel registratore di cassa. Al momento della rapina, all’interno del supermercato vi erano diversi clienti. Una volta preso il denaro contante, il criminale (una persona di statura alta e che indossava un giubboni di colore bianco) è fuggito via. E’ assolutamente certo che ad aspettarlo nello slargo che si trova di fronte al market vi fosse un complice (forse a bordo di un’auto) che lo attendeva e col quale è poi fuggito via.

Sul posto, si sono precipitati i carabinieri della Compagnia di Paternò che stanno ascoltando i potenziali testimoni dell’accaduto. Nei pressi del rifornimento i militari hanno rinvenuto il giubbino ed una calza con due fori assieme ad una arma finta.

 

Articolo gentilmente concesso da 95047.it - link articolo

Di nuovo. Senza pudore. A colpo sicuro con un’Alfa Romeo a marcia indietro per una spaccata ai danni del negozio d’abbigliamento Sam di via Vittorio Emanuele. E’ accaduto la notte scorsa. Un replay rispetto a quanto era già accaduto nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio scorso. La scena è stata grottescamente la stessa. Identica. Vetrata distrutta e allarme che è scattato inesorabile. Morale? La morale è semplice: nessuno ha visto o sentito. Non vi sono testimoni. Va bene che l’azione è stata fulminea ma il botto, il fragore, è stato comunque enorme. Sul posto, si sono precipitate più pattuglie dei carabinieri che adesso indagano sull’episodio e che grazie all’arrivo immediato sono riusciti a sventare quello che avrebbe potuto essere un altro colpo pesantissimo. Resta il danno, non solo economico.

Una spaccata che ha il sapore più che amaro della beffa. Proprio in queste ore il prefetto, infatti, ha convocato – per il prossimo martedì – il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. E al di là dell’aspetto burocratico della faccenda, la domanda diventa: servirà a qualcosa?

 

Articolo gentilmente concesso da 95047.it - link articolo

 

Tre colpi di pistola contro un’automobile che era parcheggiata in via Lodi. E’ accaduto ieri sera, poco dopo le 21. Tre proiettili finiti contro un Fiat Doblò di proprietà di un agricoltore paternese: alla base vi sarebbe una sorta di “avvertimento” legato al mestiere dell’uomo. Uno screzio nato, forse, all’interno di dissidi familiari. Non si conosce la mano di chi ha agito: di chi ha esploso i colpi di pistola all’indirizzo della vettura.

Quest'anno arriva il Campionato europeo di volley femminile

Il 2015 sarà l'anno di un nuovo Campionato europeo di volley femminile, che questa volta si terrà in Belgio e Olanda. L'Italia, da sempre forte in questo sport, sta ancora digerendo la pessima notizia della non assegnazione dell'organizzazione del campionato, decisa dalla CEV, che ha invece favorito Olanda e Belgio. Ebbene, allora ci rifaremo sul campo!

Partirà dunque a fine agosto e andrà avanti fino al 4 di settembre un campionato molto atteso, che si prepara a vedere un record di pubblico sia sugli spalti che durante le dirette televisive. I team presenti saranno 16, compresi ovviamente tutti i team più forti del continente. La squadra delle pallavoliste italiane, come quasi sempre, si è presentata già qualificata in virtù dei suoi ottimi risultati nell'edizione precedente del campionato, quella del 2013, edizione che però non aveva visto le azzurre salire sul podio. Il nostro team infatti si era fermato al sesto posto, dopo Croazia, Serbia, Belgio (medaglia di bronzo), Germania (medaglia d'argento) e Russia (vincitrice e medaglia d'oro).

Moltissime le difficoltà che si frapporranno tra le azzurre e una medaglia: sarà difficile quasi quanto vincere ai giochi del casinò online. Prima di tutte le squadre di casa, Belgio e Olanda, che potranno contare su un pubblico caldissimo e sulla spinta dell'orgoglio di vincere a casa propria. Poi, ci sono le fortissime Russia e Germania, da sempre squadre difficili da battere.  L'Italia viene da un ottimo mondiale (in cui tra le squadre europee ha raggiunto il risultato migliore con il quarto posto, purtroppo appena fuori dalla zona medaglie), ma ai campionati europei manca il podio dall'edizione del 2009. Va detto però che quella volta fu una meritatissima medaglia d'oro.

Si conosce già il girone nel quale le azzurre del volley si troveranno a giocare: un girone temibile, perché include Olanda, Polonia e la vincitrice tra Francia e Slovenia. Le ragazze hanno alle spalle il tifo sfegatato di migliaia di italiane e italiani, tifo conquistato anche grazie al loro successo nel mondo dello spettacolo. Memorabile l'apparizione di tre di loro alla trasmissione televisiva Zelig, durante la quale hanno intonato la sigla del cartone animato anni '80 “Mila & Shiro”, antico quasi quanto la storia del gioco d'azzardo e ovviamente incentrato proprio sulle vicende di una pallavolista e di un pallavolista.

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Nuovo fine settimana vincente per i Red Sox Paternò Baseball che hanno giocato in casa la IX e X partita di campionato di serie A e la 4a di andata della Serie C.

La prima gara sofferta e disputata fino all’ultimo inning, che ha visto i giovani paternesi in svantaggio fin al settimo; dopodiché la svolta con i quattro punti segnati all’ottavo.

La partita si è conclusa con il punteggio di 7 a 5 a favore dei ragazzi del manager Messina.

Ottima partita anche quella di domenica 11, terminata al settimo inning per manifesta superiorità a favore dei padroni di casa per 17 a 1.

Un risultato ottenuto grazie all’impegno di ogni singolo giocatore sceso in campo che ha dato il meglio di se’ per vincere la gara.

“Abbiamo sfruttato al meglio le partite in casa ottenendo ottimi risultati – dichiara il manager Riccardo Messina -.  Bellissima la seconda partita con notevole prova di carattere dei ragazzi che, pur essendo in svantaggi, hanno creduto in loro fino alla fine”.

Da segnalare in gara 2 il tentativo di rubata di casa base da parte di Rolexis Molina, sul risultato di cinque pari che ha fruttato due punti per i Red Sox Paternò grazie all’errore di tiro del terza base parmigiano. Vantaggio difeso, nell’ultimo inning, dal lanciatore vincente Salvatore Sciacca ed infine, dalla salvezza di Franklin Torres, già vincente nella partita di ieri.

Attualmente, la squadra paternese è la prima in classifica con una media percentuale di 700. I prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 16 e domenica 17, contro il Senago.

Per la Serie C, importante vittoria ai danni dei Warriors Catania che sembravano riprendersi a metà partita ma sono stati battuti al 7 inning per manifesta superiorità dalla squadra paternese.

Francesca Putrino

 

La serie A e la serie C della squadra di Baseball Paternese danno due giornate di grandi soddisfazioni.

Prima la serie A tra sabato e domenica mattina che batte il Parma e dopo la serie C contro il Bronte vincendo per manifesta superiorità.

Entrambe le squadre hanno avuto un buon inizio del campionato grazie alla grande passione e volontà dei ragazzi.

Prossimo appuntamento in casa per la serie C contro il Randazzo.

Riprendiamo un articolo apparso online sul sito TennisWorldItalia.com 

Sono state rispettate le previsioni della vigilia del torneo, ma non sono mancate le sorprese. Nel tabellone degli under 17 successo del giovane Calogero Randazzo di Alcamo che ha vinto sia il doppio maschile, in coppia con il compagno di club Mariano Renda, sia il singolare maschile. Al secondo posto del podio del doppio maschile Francesco Piemonte e Salvatore Santangelo; entrambi hanno anche ottenuto il terzo posto nel singolare maschile. Da menzionare anche il giovane Vincenzo Della Candelora del club di Milazzo che ha ben figurato sia nel singolare (aggiudicandosi il secondo posto) sia nel doppio, in coppia con Giuseppe Martini (terzo posto).

Negli under 17 femminili successo per la giovane promessa siciliana, Alessandra D'Alcamo, che ha facilmente superato in finale la comunque brillante atleta messinese Alice Minniti. Entrambe le atlete, nonostante la giovane età hanno conquistato un brillante terzo posto nella categoria senior. Sempre nella categorie under 17 femminile ottimo terzo posto di Sonia Lombardo e della piccola Andrea Castellana.

Nel tabellone femminile senior successo pieno, come da pronostico, dell'atleta svizzera, Chiara Piazza, che ha vinto il singolare femminile, il doppio femminile in coppia con l'atleta del Boccardo di Novi Ligure, Lidia Rainero, e il doppio misto in coppia con il palermitano Luigi Izzo. Sempre nel femminile importante terzo posto dell'atleta di casa Giulia Fiorito, che ha raggiunto il terzo posto anche nel doppio femminile in coppia con Loredana Mauro.

Completa il quadro la categoria senior maschile che ha visto il successo pieno dell'atleta palermitano, Luigi Izzo, che, oltre alla vittoria nel doppio misto, ha trionfato anche nel doppio maschile, in coppia con Giuseppe Luca Caracausi, e il singolare maschile, Ancora, nella categoria senior maschile da ricordare anche il bel piazzamento del tecnico di Castel di Judica, Domenico Orazio Cocimano che, in coppia con il suo allievo Dario Placido Pesce, ha raggiunto il terzo posto.

In conclusione i successi degli atleti di casa: oltre al piazzamento di Giulia Fiorito, la polisportiva "Le Racchette", del tecnico organizzatore Enzo Pappalardo, ha raggiunto il podio con il terzo posto del giovane Nicola Di Giovanni nel singolare maschile senior, il terzo posto della coppia Alfredo Gennaro e Gayan Sylvester Prasad nel doppio maschile, e il secondo posto di quest'ultimo atleta in coppia con Chiara Fallica nel doppio misto

La trentacinquesima giornata di Serie A è alle porte e con l’avvicinarsi della fine cominciano ad arrivare anche i primi verdetti. Il Catania, purtroppo, è in una situazione di classifica molto complicata. Sarà necessario per gli etnei riuscire a conquistare 12 punti in queste ultime quattro gare e sperare che le dirette concorrenti per la salvezza facciano qualche passo falso. Domenica 27 aprile la compagine siciliana sarà impegnata nel difficile test contro il Verona al Bentegodi. La squadra di Mandorlini non ha molto da chiedere alla classifica, la salvezza è stata conquistata da un pezzo, ma resta vivo il sogno Europa League anche se ci sono club più accreditati a raggiungere quest’obiettivo come Inter, Milan e Lazio. La sfida contro i veneti è da dentro o fuori, non c’è dubbio, ma la vittoria conquistata sabato scorso contro la Sampdoria è di buon auspicio per questo rush finale. Le quote proposte dai bookmakers come  Paddy Power favoriscono ovviamente il Verona la cui vittoria è pagata a 2.15. Alta ma neanche troppo la quota riservata al 2 del Catania di Pulvirenti che si attesta a 3.15. Per il pareggio, invece, siamo sul 3.45.

Il weekend che sta per arrivare oltre a dare ulteriori indicazioni sulla lotta salvezza sarà un crocevia molto importante anche per la corsa al titolo. Venerdì sera la Roma di Rudi Garcia, inseguitrice instancabile della Juve capolista, ospiterà all’Olimpico il Milan di Clarence Seedorf, che ha necessità assoluta di punti per raggiungere l’obiettivo minimo, ovvero l’accesso diretto all’Europa League. Favoriti per questo big match sono ovviamente i giallorossi, che vengono quotati a 1.80 contro il 4.40 dei rossoneri. La Juventus di Antonio Conte scenderà in campo soltanto lunedì sera per meglio recuperare dopo le fatiche dell’Europa League. Nel posticipo delle 20.45 i bianconeri andranno a far visita al Sassuolo di Di Francesco che è in piena lotta per non retrocedere. Le quote scommesse fornite da Paddy Power, in questo caso, non premiano la squadra di casa ma quella che gioca in trasferta: l’1 degli emiliani paga 8.00 volte la posta, l’X è dato a 4.60 e il 2 dei campioni d’Italia in carica è quotato a 1.36. 

Ottimo inizio per la stagione sportiva 2014 dei Paternò Red Soxche battono l'Ali' Terme, per 17 a 11, nella prima giornata del Campionato Nazionale di Baseball di Serie C.

Un inizio scoppiettante per la nuova stagione dei Paternò Red Sox baseball che si sono aggiudicati la vittoria contro l'Ali' Terme, per 17 a 11, nella prima giornata del Campionato Nazionale di Baseball di Serie C.

La formazione è stata creata appositamente come bacino dei giovani talenti locali per alimentare i ranghi della squadra maggiore di serie B, che inizierà il proprio campionato il 27 Aprile sul diamante di Roma.

Nata, dunque, con lo scopo di dare spazio ai giovani talentuosi paternesi la serie C di quest'anno si prefigge l'obiettivo di far giocare di più gli Under 21.

Di rilievo il rientro, dopo un infortunio, di Cristian Bonaccorso che con una prestazione positiva rende appieno la voglia dei giovani di scommettersi e rimettersi in gioco; importante anche l'esordio in serie C1 di Alessandro Botta, che s'inserisce, già dall'inizio, nel contesto con un'ottima prestazione.

I lanciatori saliti sul monte sono per la prima vittoria: Bonaccorso Cristian 1998, Simone Bonaccorso 1996, Claudio Marici 1998 e Jon Gasporra 1998; sotto i riflettori finisce anche l'ottima prestazione di Vincenzo Mazzamuto e, in generale, di tutta la Squadra.

Completano il roster Alberto Astuto, Francesco Distefano, Consolato Faro, Seby Niicolosi, Fabio Peci, Gabriele Raimondo, ed i veterani Giuseppe Aveni e Giorgio Ciancitto.

Le giovani promesse devono le loro prestazioni grazie alla guida sapiente dei tecnici Simone Astuto e Nino Torrisi.

La seconda partita è prevista per domenica 13 aprile quando i giovani paternesi s'incontreranno con l'Aquila Bronte, agguerrita compagine che mira alla vittoria del campionato regionale.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La BMW sottopone la Serie 1 a un corposo restyling, che la trasforma nettamente, migliorandola esteticamente. La 1 è disponibile a 3 o 5 porte, è equipaggiata con 5 Motori a Benzina (116 da 109 cv, 118 da 136 cv, 120 da 117 cv, 125 da 218 cv, 135 da 326 cv) oppure con 5 Motori Turbodiesel (114d da 95 cv, 116d da 116 cv, 118d da 150 cv, 120d da 190 cv, 125d da 218 cv), negli allestimenti Base, Advantage, Sport, Urban, MSport, M. Esternamente la 1 porta sostanziose novità, senza interventi troppo drastici. Risultato: un'auto più armoniosa e grintosa, con fari, mascherina e prese d'aria nuovi nella parte anteriore, mentre dietro si notano i fanali che si estendono fin sul portellone. Tutto il resto del corpo vettura, non ha subito cambiamenti, confermando che le linee della Serie 1 sono attuali e gradevoli. Minimi i cambiamenti nell'abitacolo della 1, dall'impostazione tipicamente sportiva come da DNA BMW: sedili comodi e confrtevoli, volante completo di pulsanti utili a comandare il sistema di intrattenimento, alto tunnel centrale a separare nettamente la parte destra da quella sinistra. Ottime le finiture, molto ben realizzata la consolle centrale (in alto lo schermo del sistema di intrattenimento, a centro consolle i comandi radio, in fondo consolle i comandi clima, nel tunnel centrale la rotellina di controllo dei sistema di intrattenimento), sportivo è il quadro strumenti, dove l’analogico si sposa bene con il digitale, con un ottima leggibilità. Ed ora è il momento del test drive: la BMW Serie 1 provata è stata la 116d 5 Porte Advantage da 30962 €. La BMW rivoluziona la Serie 1, rendendola grintosa e sportiva, migliorandola, con questo restyling, nel frontale e nella coda. Su strada la 1 è una BMW DOC: sportiva, grintosa, divertente da guidare, molto maneggevole. Come ogni BMW alla sportività di guida, si unisce, come recita lo spot della casa tedesca, il “Piacere di Guidare”. Questo piacere si ha nel confort e nella silenziosità di marcia, nella comodità interna, nell’avere tutti i comandi al loro posto. Il motore che equipaggia la vettura provata è lo straordinario 1500 Turbodiesel 3 cilindri da 116 cv, denominato 116d. Questo motore, piccolo nella cilindrata, ma non nella potenza, è impressionante per l’unione fra i 3 cilindri, l’alimentazione Diesel, e soprattutto le prestazioni. Potente e brillante, non pare affatto un motore a 3 cilindri (di solito i 3 cilindri, sono più lenti, a causa del 4° clindro mancante), ma porta in dote dai motori a 3 cilindri i bassissimi consumi (3,6 l ogni 100 km). Infine il listino prezzi: si va da 23100 € della 116 Base 3 porte per arrivare a 48500 € della 135 M 5 porte XDrive (Benzina), si va da 24500 € della 114d 3 Porte Base per arrivare a 40100 € della 125d MSport 5 porte con Cambio Automatico (Diesel).

GROTTAMMARE – La Mazda presenta in Italia la nuova generazione ella sua utilitaria, la 2. La nuova versione (rispetto alla vecchia è rimasto solo il nome), è equipaggiata con 1 Motore a Benzina (1500 da 75 o 90 cv), negli allestimenti Essence, Evolve, Exceed. La nuova Mazda 2 ha forme compatte e grintose, linee ancora più sinuose e personali del modello che sostituisce: nel frontale, più elaborato, spiccano i proiettori a led di forma semicircolare. Molto sportivo è il posteriore, tondeggiante,  con i grandi gruppi ottici a goccia. L’abitacolo della nuova Mazda 2 è più spazioso (grazie al passo aumentato di otto centimetri), ma anche più ricercato e meglio rifinito di quello, serioso, del modello in via di pensionamento. A bordo, ciò che più attrae l’attenzione è il vistoso (e chiaro) cruscotto: nel centro mostra il contagiri analogico, che ingloba il tachimetro digitale, sormontato dallo schermo trasparente dell’head-up display. Non meno appariscente, però, lo schermo tattile tipo tablet di 7”: visualizza tutti i servizi di bordo, che si possono attivare anche con la manopola fra i sedili o con la voce, e funge da interfaccia per connettere il telefonino all’impianto multimediale di bordo (se dotato di MZD Connect, può collegarsi a internet). La posizione di guida è arricchita della regolazione in profondità per il volante. Infine, della maggiore lunghezza della carrozzeria ha beneficiato anche il baule della nuova Mazda 2: è più capiente di quello del “vecchio” modello (280/950 litri invece di 250/787). Ed ora il test drive: la Mazda 2 guidata è stata la 1500 90 cv Exceed da 20550 €. La Mazda rinnova dalla A alla Z la 2, e lo fa rendendola ancor più simile al nuovo family feeling della casa giapponese, fatto di linee molto personali, grintose e sportive. Su strada la 2 si comporta come un agile cittadina: molto maneggevole, ha uno sterzo pronto e leggero, molto comoda e confortevole in marcia e da fermo. Accogliente sia anteriormente che posteriormente, ottimo è anche il bagagliaio più capiente rispetto alla precedente generazione. Spazio ora merita il cuore pulsante della 2 guidata: il 1500 Benzina da 90 cv. Questo motore, unico motore a listino, nella potenza maggiore, è molto brillante e potente, e permette alla 2 di diventare molto più che una semplice auto da città, facendola trasformare in una perfetta stradista macinachilometri. Infine il listino prezzi: si va da 13900 € della 1500 75 cv Essence per arrivare a 19300 € della 1500 90 cv Exceed con Cambio Automatico (Benzina).

ASCOLI PICENO – La Ssangyong propone sul mercato italiano la nuova generazione del suo pick-up, l'Actyon Sports. Il mezzo coreano è disponibile a 2 o 4 ruote motrici, è equipaggiato con un solo motore 2000 Turbodiesel 2000 da 155 cv, in allestimento unico. Esternamente questo pick-up a doppia cabina ha un look accattivante e sportivo. Il frontale è muscoloso, le nervature sul cofano e i gruppi ottici trapezoidali rendono sportivo l'anteriore. Posteriormente la parte del leone la fa il cassone rivestito in plastica antigraffio: lineare la ribaltina che permettere di accedere al cassone, eleganti i gruppi ottici rettangolari posti in posizione verticale ai lati della ribaltina stessa. Accomodandosi a bordo del Actyon Sports troviamo un abitacolo comodo e confortevole, un posto di guida rialzato da cui controllare tutto ciò che accade intorno. La consolle centrale è di impostazione classico – retrò – vintage dove alla linearità dei comandi clima e radio si accompagna la presenza ai bordi della consolle di tutta una serie di bottoni rotondi (fra cui quello dell'inserimento della trazione integrale) che riportano indietro agli anni '80. Tecnologico è il quadro strumenti con i quadranti ad illuminazione a led. Ed ora il momento test drive: il Ssangyong Actyon Sports provato è stato il 2000 XDI 2WD da 22510 €. La Ssangyong, casa automobilistica coreana, continua il suo rinnovamento riproponendo in Italia l'Actyon Sports, profondamente rivisto e rinnovato sia esternamente che internamente. Su strada il mezzo coreano ha un ottimo comportamento stradale: maneggevole, comodo e confortevole, con ampio spazio a bordo e una buona capacità complessiva di carico del cassone. Il motore che equipaggia il mezzo provato è un 2000 Turbodiesel da 155 cv, unico motore presente a listino. Questo propulsore garantisce brio e potenza, brillantezza e parsimonia all'Actyon Sports garantendo al contempo ottimi risultati sia su strade asfaltate che su percorsi impervi. Da ultimo il listino prezzi: si parte da 22200 € del 2000 XDI 2WD per arrivare a 24450 € del 2000 XDI 4WD (Diesel).

 

 

Bruno Allevi

MOSCIANO SANT'ANGELO – La Jeep rinnova la sua ammiraglia, la Grand Cherokee presentando in Italia il nuovo modello. La nuova ammiraglia della casa americana è equipaggiata con 3 motori a benzina (3600 da 286 cv, 5700 da 352 cv, 6400 da 468 cv) o con un Motore Turbodiesel CRD 3000 da 250 cv, negli allestimenti Limited, Overland, Summit, SRT. Esternamente la Grand Cherokee è una vettura dalle linee tese, il corpo vettura è massiccio e imponente come da tradizione USA, le forme sono muscolose e sportive. Frontalmente abbiamo le maggiori novità: nuovi sono il disegno dei gruppi ottici (che inglobano anche i fari diurni a led), il disegno della mascherina che come da tradizione Jeep è a 7 feritoie e i paraurti dalla forma più avvolgente. Posteriormente le novità principali sono nel nuovo disegno dei fari (ora hanno le cornici cromate) e nello spoiler allungato. Salendo a bordo dell'accogliente e confortevole abitacolo, molte sono le novità che possiamo ammirare. Sicuramente in consolle bella mostra di sé lo fa il nuovo schermo da 9 pollici del sistema di intrattenimento che ingloba anche il navigatore, mentre subito sotto troviamo le manopole del clima. A cambiare è stato anche il quadro strumenti digitalizzato (completo di tutto quello che serve per la vita a bordo) con il tachimetro che riproduce la classica strumentazione a lancette. Ed ora il momento del test drive: la Jeep Grand Cherokee provata è stata la 3000 CRD Limited da 60904 €. La Grand Cherokee si ammoderna leggermente per ringiovanirsi, incattivirsi e diventare sempre di più la top level car di casa Jeep. Su strada la Jeep è un ottima vettura, maneggevole, confortevole e silenziosa. Ma è nel fuoristrada che il veicolo americano dà il meglio di se: grazie alla trasmissione integrale, al riduttore e alle sospensioni pneumatiche che consentono di arrivare fino a 28 cm di altezza da terra, la Grand Cherokee trova il suo terreno ideale nelle strade impervie, dove l'asfalto non alberga. Infine spazio al motore che equipaggia la vettura di casa Jeep provata: il 3000 Turbodiesel da 250 cv. Questo motore è brillante, potente ed elastico e permette alla Grand Cherokee di avere ottimi riscontri sia su strada che su fuoristrada. Infine il listino prezzi: si va da 67000 € della 3600 Summit per arrivare a 85000 € della 6400 SRT (Benzina), si va da 58000 della 3000 CRD Limted per arrivare a 70000 € della 3000 CRD Summit (Diesel).

 

 

Bruno Allevi

TERAMO – La Kia ripropone sul mercato, a pochi anni dall'uscita di scena della precedente serie, la sua monovolume media, la Carens. La nuova generazione della vettura coreana è disponibile con un motore Benzina 1600 da 135 cv o con un motore Turbodiesel CRDI 1700 da 115 o 136 cv, negli allestimenti Cool o Class. Esternamente Con la precedente, la nuova Kia Carens non ha nulla da spartire. A cominciare dalle misure: rispetto al vecchio modello è più corta di 2 cm (ora la carrozzeria è lunga 453 cm), più stretta di 1,5 e più bassa di 4. A cambiare radicalmente è soprattutto la linea, molto più dinamica e quasi sportiva (per una monovolume): davanti, i lunghi fari con le luci a led danno importanza al frontale, la mascherina grigliata e con il bordo cromato dona un tocco di aggressività e il parabrezza, tanto inclinato da sembrare quasi un prolungamento del cofano, rende filante il profilo della macchina. Posteriormente la linea è elegante e da monovolume con la parte del leone interpretata dal portellone che con l'ampio lunotto fa intravedere l'ampio spazio interno, belli sono i grandi gruppi ottici trapezoidali. Salendo a bordo della Carens ciò che si apprezza di più è la disponibilità di spazio, assieme all'elevata versatilità dell'abitacolo. Le poltrone sono comode e ben imbottite e la posizione di guida rialzata dà un bel senso di sicurezza e di dominio della strada. Il parabrezza, ampio, e il tetto panoramico in vetro (optional) riempiono di luce gli interni, mentre la forma a "V" della plancia lascia libertà di movimento alle gambe del passeggero anteriore. Anche le finiture fanno una bella impressione; le plastiche sono morbide, gli assemblaggi precisi, i materiali danno una sensazione generale di solidità. La plancia, ben raccordata alla consolle centrale e ai pannelli delle porte, è semplice ed elegante nella forma, con tutti i comandi al posto giusto. Un tocco di carattere in più viene dal contrasto tra la fascia centrale nera, in plastica lucida, e le superfici inferiore e superiore chiare. Anche sul piano della funzionalità la nuova Kia Carens non delude. L'abitacolo, disponibile sia con configurazione a 5 o a 7 posti, è disseminato di portaoggetti. Ci sono due vani ricavati sotto il pavimento della seconda fila, un profondo pozzetto nella consolle centrale, uno all'interno del bracciolo anteriore e ampie tasche nelle portiere. Va segnalata pure la possibilità di ribaltare in avanti lo schienale del sedile anteriore destro, per consentire di caricare oggetti particolarmente lunghi. Inoltre, i tre sedili della seconda fila sono scorrevoli (si possono spostare avanti e indietro singolarmente), ripiegabili e con lo schienale regolabile nell'inclinazione. E poi, ci sono le bocchette di aerazione anche nella seconda fila, i finestrini possono essere dotati di tendine e nel baule c'è una lampada estraibile che può fare da torcia (pratici anche il doppio fondo e i numerosi ganci per ancorare i bagagli). Ed ora il momento del test drive: la Kia Carens provata è stata la 1700 CRDI 115 cv Class da 25988 €. La Kia ripropone la Carens dopo l'uscita di scena della precedente generazione. E per questo ritorno a listino propone un auto moderna, sportiva, elegante e molto spaziosa. Il comportamento stradale della vettura orientale è ottimo: silenziosa e molto confortevole, la Carens è intuitiva nella guida, una monovolume adatta a viaggi lunghi e a carichi “pesanti”. Sotto il cofano della macchina di casa Kia guidata pulsa un cuore diesel: il 1700 CRDI 115 cv. Questo motore, che sulla Kia si trova oltre che sulla Carens anche sullo Sportage, è elastico, brillante, ha una buona dose di cavalli e sopratutto è economo nei consumi. Infine il listino prezzi: si va da 19500 € della 1600 Cool per arrivare a 21500 € della 1600 Class (Benzina), si va da 21500 € della 1700 CRDI 115 cv Cool per arrivare a 24100 € della 1700 CRDI 135 cv Class (Diesel).

Bruno Allevi
 
 

TORTORETO LIDO – La Toyota torna nel mondo delle sportive purosangue dopo l'uscita di produzione della Celica. A sostituire l'indimenticabile sportiva giapponese è la GT86. La Coupè orientale è disponibile con un solo motore 2000 Turbo a Benzina da 200 cv, in allestimento unico. Esteticamente la GT86 è una vera coupè: forme compatte, linee filanti e muscolose. Anteriormente la sportività della GT86 è sottolineata dal cofano allungato, i gruppi ottici affusolati a goccia appuntita, la grande presa d'aria integrata nel paraurti. Posteriormente invece la fa da padrone il grande alettone in sommità di coda; molto belli e accattivanti sono anche i gruppi ottici trasparenti e i due grandi terminali di scarico cromati integrati nel paraurti. Salendo a bordo della vettura made in Toyota ci troviamo un abitacolo da vera sportiva: sedili sportivi avvolgenti, pedaliera in alluminio traforato, volante sportivo, leva del cambio corta, posizione di guida quasi distesa. Analizzando la consolle centrale è in posizione verticale e racchiude in poco spazio tutto ciò che serve: il sistema di intrattenimento – radio cd e i comandi del climatizzatore. Sportiveggiante è il quadro strumenti con la nota tecnologica del display integrato nel contagiri che ripete l'indicazione di velocità segnata dal contachilometri. Ed ora il momento del test drive: la Toyota GT86 provata costa 32570 €. La Toyota ritorna a fare auto sportive dopo l'uscita di scena dai listini italiani della Celica e della MR2. La GT86 riprende questa eredità proponendosi come una bella e sportiva coupè compatta. Su strada la vettura orientale è una sportiva purosangue: brillante, potente, cattiva, con prestazioni brucianti e una guida grintosa. Merito tutto questo sia della costruzione della vettura ma sopratutto del cuore pulsante della GT86: il 2000 Turbo Benzina da 200 cv. Questo propulsore esalta la grinta sportiva della GT86 rendendo ogni percorso da affrontare quasi fosse una corsa in pista. Infine il listino prezzi: si va da 29900 € della 2000 con Cambio Manuale per arrivare a 31400 € della 2000 con Cambio Automatico (Benzina).

 

 

Bruno Allevi

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Presentato ieri il nuovo progetto di ricerca firmato LIAF, Unict e Behaviour Labs grazie al quale si potrà smettere di fumare con l'utilizzo della Realtà Virtuale.“La Realtà Virtuale per smettere di fumare” - è il nuovo progetto di ricerca presentato ieri nell'ambito dell'incontro “Tabagismo e Vapagismo” organizzato come ogni anno dalla Lega Italiana Antifumo in occasione del No tobacco Day, che si è tenuto nell'Aula Magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Catania.

Si tratta di una nuova alternativa per smettere di fumare che sarà studiata scientificamente grazie alla collaborazione tra la LIAF, il Centro Antifumo dell'Università di Catania e la nota startup Behaviour Labs. Grazie all'accordo firmato dal presidente LIAF, Lidia Proietti, dal prof. Riccardo Polosa e dal cofondatore di Behaviour Labs, Daniele Lombardo, sarà possibile in questi mesi lavorare ad un nuovo protocollo di ricerca che ha l'obiettivo di creare un software in grado di motivare i fumatori a smettere grazie all'utilizzo di un visore elettronico attraverso il quale gli stessi fumatori potranno immergersi in una realtà in 3D capace di mostrare realisticamente i gravi danni causati dal fumo.
“Un'alternativa innovativa per smettere di fumare che potrà arricchire ed implementare in maniera rivoluzionaria il mondo della tecnologia applicata al sociale – ha detto Riccardo Polosa -. Un'idea che potrebbe cambiare nel tempo l'approccio scientifico e medico alla cura e prevenzione delle malattie fumo correlate”.
Anche da parte del team Behaviour Labs - ancora alle prese con il successo internazionale del software per robomate di “Zeno”, ossia il robot in grado di aiutare i bambini autistici ad affrontare meglio la malattia - è stato dimostrato grande entusiamo per questa nuova collaborazione. Daniele Lombardo ha illustrato alla platea gli elementi innovativi dell'utilizzo della Realtà Virtuale che coniugherà la tecnologia in 3D all'aspetto psicologico del counselling antifumo. Ed è proprio in questo contesto, ha spiegato il prof. Pasquale Caponnetto, coordinatore del Centro Antifumo del Policlinico: “Che questo nuovo ausilio mira ad attirare la classe di fumatori tipicamente più disinteressata a smettere, tra questi molti giovani, che con un incremento motivazionale potranno essere indotti a smettere di fumare e stabilire la condizione di ex fumatori”.
La giornata dei lavori del convegno, realizzata anche grazie alla collaborazione dell'associazione studentesca Archè, ha visto al tavolo dei relatori tantissimi esperti del settore: “Perchè per combattere il fumo – ha spiegato Lidia Proietti – è necessario affrontare le relative problematiche con uno sguardo multidisciplinare".
Per questo non sono mancati gli interventi dell'Area Biomedica con la relazione del dott. Massimo Caruso sui benefici delle e-cig e della prof.ssa Margherita Ferrante sui danni all'ambiente provocati dal fumo delle bionde. E ancora, non è mancata un'analisi attenta e approfondita della normativa antifumo in Italia e della annosa questione relativa alla regolamentazione delle sigarette elettroniche, tema affrontato brillantemente dal prof. Giancarlo Ferro. La prof.ssa Venera Tomaselli ha descritto con dati alla mano la diffusione del fumo in Italia e l'allarmante aumento di giovani fumatori. Un report psicologico interessante e dinamico è stato inoltre offerto da una delle ricercatrici di LIAF e del Centro Antifumo, la dott.ssa Marilena Maglia. La dott.ssa Daniela Saitta ha spiegato le opportunità che la Ricerca può offrire al territorio catanese. Per affrontare al meglio la questione della sensibilizzazione dei giovani a smettere di fumare o a non iniziare del tutto, di particolare interesse sono stati, ancora, gli interventi di due dei massimi esperti di comunicazione in Italia, la dott.ssa Amanda Jane Succi e la prof.ssa Adriana Laudani.
Infine, in occasione dei dieci anni di attività della Lega Italiana Antifumo, la dott.ssa Valeria Nicolosi, responsabile comunicazione LIAF, ha presentato alla platea la nuova piattaforma LIAF che da qualche settimana è anche il primo sito internet di Ricerca Antifumo in Italia.

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Riprendiamo un interessante articolo a firma del noto giornalista Salvo Fallica, apparso giorno 24 Maggio 2015 nel giornale online L'Indipendente

Una delle donne più importanti della storia culturale siciliana ed italiana del Novecento è stata (e lo è sul piano della memoria tutt’ora) Elvira Giorgianni Sellerio. La fondatrice, assieme al marito Enzo Sellerio ed al grande intellettuale Leonardo Sciascia, di una delle più originali case editrici italiane. Una casa editrice che ha saputo imporre un proprio stile, una qualità culturale autonoma rispetto alle grandi strutture editoriali di Milano e Roma. Alla sua fondatrice la casa editrice ha dedicato un bel volume, “La memoria di Elvira”, nelle librerie da poco, in occasione del millesimo volume della celebre collana “La memoria”. Una collana cult che è diventata un simbolo della cultura italiana, e che contiene il dna filosofico sciasciano e selleriano. In questo dna vi è anche la genialità grafica del prestigioso fotografo Enzo Sellerio. Sciascia individuava nella mancanza di memoria uno dei “più gravi difetti della società italiana”. Senza memoria ogni cosa svanisce, priva del suo contesto perde significato, si smarrisce nell’indifferenza. La collana “La memoria” nacque dunque come progetto di scoperta e riscoperta culturale, di “rivelazioni” e di “sorprese” per utilizzare il linguaggio sciasciano e dunque aveva un profondo substrato sociale e storico. La memoria è impegno, è lettura critica della realtà, è scelta etica e civica. In quest’ottica la casa editrice Sellerio da Palermo ha saputo diventare un punto di riferimento culturale ampio per l’Italia e per l’Europa, multidisciplinare, senza steccati e dogmi. Ma con una chiave di lettura etico-culturale chiaramente riconoscibile, di saldi valori democratici. E soprattutto è stato ed è un luogo privilegiato di incontro ideale e concreto nelle pagine dei libri, fra persone che raccontano storie e persone alla ricerca di storie da ascoltare. Il libro è pieno di interventi di narratori, storici, filosofi che ricordano Elvira. Un mix di ricordi fra ragione e passione, emozioni, sentimenti. Emozioni e visioni esistenziali, ed anche ricostruzioni culturali di contesto. Fra gli intellettuali che ricordano nel libro l’editrice, Andrea Camilleri scrive: “L’immenso merito di Elvira è stato quello di aver saputo perseguire nel tempo quella linea-guida sino a dare alla casa editrice una sua rigorosa e riconoscibilissima fisionomia. Perché Elvira, anche se non lo dava a vedere, era donna coltissima e attenta alle cose d’Italia. Dei grandi editori leggendari italiani, Arnoldo Mondadori in testa, Elvira possedeva il fiuto. Io l’ho vista all’opera e posso testimoniare. È assai difficile da spiegare cosa sia il fiuto. È un dono naturale, come quello dei rabdomanti che sentono l’acqua sottoterra. Le bastava sfogliare le prime pagine di un dattiloscritto per ‘sentire’ la presenza di un autore autentico. Inseguì Bufalino come un cane da tartufi sino a fargli tirare fuori dal cassetto la Diceria dell’untore. E quanti altri nomi si potrebbero fare. Mi sento confortato nel constatare che suo figlio Antonio questo fiuto l’ha ereditato”. Elvira Sellerio era dotata di un intuito straordinario nel valutare i libri e le persone, aveva una capacità di analisi notevole ed era molto empatica. Era una donna con la quale il dialogo intellettuale era sempre originale. Ed amava sparigliare le carte. Amava esserci e nascondersi, apparire e disapparire, e sorprendere con gusto. Ed era come giustamente scrive il rettore Gianni Puglisi, una “maestra di persuasione”. “Era infatti sicura delle sue scelte, come delle sue idee, che difendeva, battagliera, fino all’estremo, senza mai arrendersi, ma senza mai prevaricare, rispettosa delle idee degli altri: maestra, senza saperlo, nell’antica arte della retorica classica”.

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