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Questa sera intorno le ore 20.00, due individui con indosso un passamontagna hanno rapinato la farmacia Cuscani di via Vittorio Emanuele a Paternò. I due malviventi, dopo aver preso i soldi contanti (la cui cifra è ancora da appurare) si sono dileguati a bordo di uno scooter attraverso via Garibaldi. I Carabinieri del nucleo mobile di Paternò sono intervenuti con due pattuglie e attualmente stanno verificando le telecamere di sorveglianza poste al di fuori di una abitazione di Via Garibaldi al fine di poter intercettare la targa del mezzo. 

Nel pomeriggio di oggi, un areo da ricognizione ed un elicottero, hanno sorvolato per circa 15 minuti il territorio di Paternò. 

La motivazione potrebbe essere quella di un aiuto con le nostre forze dell'ordine, anche se indiscrezioni parlano di controlli di anti-terrorismo.

Riprendiamo un interessante articolo apparso giorno 26 Maggio 2015 sul giornale online L'Indipendente. L'articolo, firmato dal noto giornalista Salvo Fallica, evidenzia come a Paternò, negli ultimi mesi, ci sia una situazione alquanto preoccupante sul punto di vista della legalità. 

Ancora una volta a Paternò, una parte della Chiesa cattolica dimostra di essere più coraggiosa e chiara di buona parte della politica e della classe dirigente cittadina. Domenica nella chiesa Santa Barbara, dove forti messaggi di etica e legalità sono stati lanciati nel tempo dal sacerdote Nino Pennisi, alla messa celebrata alle 18.30 un nuovo appello forte, intriso di senso morale e civico, è giunto da padre Salvatore Magrì. Già nell’omelia padre Magrì, in linea con il messaggio di papa Francesco e dunque del Concilio Vaticano II, parlando della Pentecoste e dello Spirito Santo era riuscito con sapienza dottrinale, eleganza dialettica e capacità divulgativa a mostrare come è essenziale per i cattolici ispirarsi alle prime comunità dei cristiani, al loro coraggio, al loro non rassegnarsi alla violenza, al loro testimoniare il messaggio evangelico. Aggiungendo che i cristiani non possono assistere inerti a quello che capita nel mondo, nella loro realtà. Non possono essere indifferenti ma debbono agire positivamente e costruttivamente. A conclusione della messa, prima della benedizione, è tornato su questi punti con un messaggio ancor più forte, che sintetizziamo così: “Basta alla lava distruttrice dell’indifferenza, non si può assistere alle brutture girando lo sguardo dall’altra parte. I cristiani non possono essere codardi”. Insomma, una forte iniezione di spirito civico, con una posizione ovviamente al di sopra delle parti, consona al suo ruolo, ma decisa e trasparente. Così come papa Francesco è stato netto nella sua condanna dei mafiosi, della corruzione e dei corrotti che distruggono la comunità civile creando ancor più danni ai più deboli, padre Magrì ha invitato i cittadini a non girare lo sguardo dall’altro parte quando vi è chi commette reati, chi devasta la città. Lo ha detto in maniera metaforica ma semplice, comprensibile da tutti. L’ondata di criminalità che sta devastando la città non può lasciare nessuno indifferente. Ha detto di più, bisogna fermare le brutture. Tutte le brutture. Dunque il suo messaggio è stato ancora di più ampio respiro.

La situazione drammatica di Paternò è sotto gli occhi di tutti, la puntualità con la quale i media raccontano i fatti di cronaca sempre più problematici e cruenti, la capacità di approfondimento analitico del disagio sociale, la capacità d’interpretazione della crisi politica, economica e sociale da parte di cronisti ed opinionisti non trova purtroppo adeguati riscontri nelle risposte del governo locale e di gran parte della classe dirigente (per essa, come ribadiamo sempre, non si intende solo la politica). Ovviamente vi sono delle eccezioni, ma il problema nella sua complessità rimane. Ed anche la reazione della società civile non è abbastanza forte. Vi è una parte viva e dinamica, impegnata in prima linea nella lotta per la legalità, nella battaglia contro la mafia e la corruzione, ma vi è ancora una soglia alta di indifferenza. Vi è, bisogna dirlo con coraggio, una debolezza del senso civico. In questo contesto spicca ancor di più l’importante impegno di tanti cittadini che non si arrendono, compreso il presidente dell’associazione antiracket A.Agosta Ludovico Lizzio, sempre teso ad unire armonicamente tutti quelli schierati nella battaglia per la legalità. In un commento puntuale ed acuto su 95047.it il collega Anthony Distefano ha fortemente criticato quei cittadini di Paternò che incredibilmente non vedono e non sentono nulla, neppure quando vengono svaligiati in piena notte i negozi vicini alle loro case, nei loro quartieri, le cui vetrine vengono orribilmente scassate con le auto. Producendo rumori fortissimi, eppure nessuno vede o sente nulla. Distefano ha sottolineato che, in generale, basterebbe anche una telefonata anonima alle forze dell’ordine per segnalare i casi di furti, rapine, ed altri reati. Eppure vi sono tanti imprenditori e commercianti coraggiosi che hanno denunciato in Sicilia i loro estorsori facendoli arrestare, ed anche a Paternò è accaduto più volte. E come ha ricordato in una intervista a questa testata il capitano dei carabinieri Lorenzo Provenzano, nessun cittadino che ha denunciato è stato abbandonato, a nessuno è stato torto un capello. E’ possibile che su reati minori, ma egualmente gravi per la vita cittadina, neppure davanti a scene di “Far West”, con vetrine spaccate in pieno giorno, nessuno veda o senta nulla? Va detto con rigore, il lavoro dei carabinieri a Paternò come in provincia di Catania ed in altri luoghi è semplicemente eccellente. Lo testimoniano l’alto numero di operazioni antimafia, i tanti arresti per diversi reati. Il merito è di tanti carabinieri e di chi li guida: a Paternò e nel vasto comprensorio Lorenzo Provenzano, in tutta la provincia di Catania, il colonnello Alessandro Casarsa. Il merito è di tutte le forze dell’ordine e della magistratura. Il problema è che la lotta per la legalità non si fa solo con la repressione. Non è solo una questione di leggi più rigorose, che certamente aiuterebbero nella lotta contro la microcriminalità. Più che nuove regole dure servirebbero processi più veloci e maggiore certezza della pena. E’ utile anche una grande azione sociale e pedagogica, volta a salvare i giovani che rischiano di cadere nelle grinfie delle organizzazioni criminali. Occorre anche un più forte spirito comunitario. Serve una sicurezza partecipata, ovvero i cittadini impegnati attivamente nel controllo del territorio. Tempo fa, sempre nella nota intervista a questo sito, il capitano Provenzano specificò che mille occhi che collaborassero con i carabinieri sarebbero un apporto fondamentale nel far rispettare le regole civili, nell’assicurare la sicurezza del territorio. Sulla Gazzetta Rossoazzurra, segnaliamo due articoli molto interessanti sul tema, con una serie di proposte costruttive, di Vincenzo Anicito e Salvo Faraci. Ricordiamo gli allarmi sui temi della sicurezza di Mary Sottile su “Ciak Telesud” e “La Sicilia”, di Orazio Caruso sul “Giornale di Sicilia”. Anche loro, inascoltati. La battaglia è di lunga durata, è più difficile di quel che si pensa, ma non tanto per la forza delle organizzazioni criminali ma perché la città è più fragile del previsto. La crisi economico-sociale ha aggravato la situazione, la disperazione e l’emarginazione sono maggiori di quello che il governo locale riesce a percepire. Noi siamo convinti che il sindaco Mangano sia in buona fede, ma più volte nelle sue note per la stampa ha dato una immagine un po’ edulcorata della realtà, ha dato l’impressione di sottovalutare la drammaticità della situazione. Le parole, anche le più efficaci, non possono nascondere la triste realtà. In un editoriale su sudpress.it il direttore Simona Scandura, con parole accuratamente scelte, ha criticato duramente il sindaco Mangano. In buona sostanza il suo ragionamento è che un primo cittadino deve esercitare la propria leadership e farsi ascoltare dalle istituzioni più importanti e lo deve fare anche chi è stato eletto in parlamento e proviene da questo territorio. Noi crediamo che il più grave ritardo del governo locale e della classe dirigente (al di là di qualche eccezione positiva) sia nell’ambito della mancata programmazione di politica economica. In linea con il passato, da diversi lustri Paternò vede dimenticata la zona industriale, caduta nell’oblio la zona artigianale. Una città senza piano regolatore e “dunque un nuovo quadro adeguato di regole certe” come ripete l’architetto Angelo Perri, un governo locale che non dice la sua in maniera razionale ed organica sui temi infrastrutturali. Un comune dove il cambiamento della macchina burocratica è stato annunciato e non pienamente attuato. Una città senza un progetto concreto, culturale e di ampio respiro non può che essere in forte crisi e dunque più fragile in tutti i settori…

Un colpo da appena un centinaio di euro (anche se il conteggio esatto è ancora da appurare). E’ accaduto questo pomeriggio, sabato, attorno alle 17.50: rapina a mano armata al supermarket A&O di Corso Italia. Ad agire è stata una persona col volto travisato da passamontagna che si è diretto immediatamente verso una delle casse. L’arma puntata verso il giovane cassiere e poi la richiesta di consegnare il denaro contenuto nel registratore di cassa. Al momento della rapina, all’interno del supermercato vi erano diversi clienti. Una volta preso il denaro contante, il criminale (una persona di statura alta e che indossava un giubboni di colore bianco) è fuggito via. E’ assolutamente certo che ad aspettarlo nello slargo che si trova di fronte al market vi fosse un complice (forse a bordo di un’auto) che lo attendeva e col quale è poi fuggito via.

Sul posto, si sono precipitati i carabinieri della Compagnia di Paternò che stanno ascoltando i potenziali testimoni dell’accaduto. Nei pressi del rifornimento i militari hanno rinvenuto il giubbino ed una calza con due fori assieme ad una arma finta.

 

Articolo gentilmente concesso da 95047.it - link articolo

Di nuovo. Senza pudore. A colpo sicuro con un’Alfa Romeo a marcia indietro per una spaccata ai danni del negozio d’abbigliamento Sam di via Vittorio Emanuele. E’ accaduto la notte scorsa. Un replay rispetto a quanto era già accaduto nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio scorso. La scena è stata grottescamente la stessa. Identica. Vetrata distrutta e allarme che è scattato inesorabile. Morale? La morale è semplice: nessuno ha visto o sentito. Non vi sono testimoni. Va bene che l’azione è stata fulminea ma il botto, il fragore, è stato comunque enorme. Sul posto, si sono precipitate più pattuglie dei carabinieri che adesso indagano sull’episodio e che grazie all’arrivo immediato sono riusciti a sventare quello che avrebbe potuto essere un altro colpo pesantissimo. Resta il danno, non solo economico.

Una spaccata che ha il sapore più che amaro della beffa. Proprio in queste ore il prefetto, infatti, ha convocato – per il prossimo martedì – il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. E al di là dell’aspetto burocratico della faccenda, la domanda diventa: servirà a qualcosa?

 

Articolo gentilmente concesso da 95047.it - link articolo

 

Manca poco all’attesa finale di Copa America che per questa edizione vedrà l’uno di fronte all’altra Cile e Argentina. Cornice di questo appuntamento storico sarà l’Estadio Nacional di Santiago, dove Messi e compagni cercheranno di portare a casa la prima coppa dell’era del fuoriclasse del Barcellona, mentre la Roja allenata dall’argentino Sampaoli farà di tutto per festeggiare a casa propria il primo titolo continentale della sua storia, un evento che i professionisti che elaborano le migliori scommesse online non giudicano del tutto impossibile.

Il cammino è stato sostanzialmente tranquillo per entrambe: non un calcio spettacolare, ma concreto per le due nazionali. L’Argentina ha trovato nel suo tridente delle meraviglie, formato da Messi, Aguero e Di Maria, un punto fondamentale e imprescindibile ai fini dei risultati. Un gruppo che ha la peculiarità di portare a casa qualsiasi risultato, basta che sia utile, senza sprecarsi più di tanto.

Il Cile, di contro, ha osato di più: spinto anche dal tifo dei supporters di casa, la squadra guidata da Sampaoli ha iniziato con il freno a mano tirato per poi dilagare. L’esordio ha visto una vittoria contro l’Ecuador per 2-0 grazie alle marcature di Vidal e Vargas; poi è toccato al rocambolesco pareggio per 3-3 contro il Messico, durante il quale sono andati in rete ancora il centrocampista juventino, autore di una doppietta, e sempre Vargas. Dopo un successo e un pareggio, che hanno tenuto in vetta al gruppo la Roja, è poi arrivata l’ultima delle 3 gare, quella contro la nazionale boliviana, terminata con un perentorio 5-0, in cui il tanto atteso Sanchez è tornato al gol dopo ben 7 mesi di digiuno. E soprattutto ha messo in risalto Valdivia, la cui sontuosa prestazione ha fatto dimenticare almeno per 90’ le vicende di Vidal, fermato dalla polizia alla guida della sua auto in stato di ebrezza. Episodio che non è piaciuto a nessuno in casa cilena, e che ha tenuto banco per giorni. Dopo è stato il turno dei quarti, gara che passerà alla storia per episodi gravissimi accaduti in campo: la sfidante, l’Uruguay, ha terminato in 10 per l’espulsione di Cavani, e i cileni ne hanno approfittato, vincendo per 1-0. La semifinale ha visto un Perù umile ed entusiasta affrontare i padroni di casa senza timori, poi superati per 2-1.

Per l’Argentina tutto ha avuto inizio contro un Paraguay capace di rimontare 2 reti alla nazionale di Martino. Poi i successi su Uruguay e Giamaica hanno condotto gli argentini prima ai quarti contro la Colombia – gara che rimarrà nella storia della competizione visto l’infinita lotteria dei rigori, ben 14, vinta per 5-4 – e poi in semifinale ancora contro i paraguayani, gara vinta con un punteggio tennistico, 6-1.

Solito 4-3-1-2 per Sampaoli, che conta ancora una volta su Valdivia come perno per la coppia d’attacco Edu Vargas-Sanchez, fino ieri a rischio per via di un lieve infortunio. Jara sconta ancora la squalifica per i fatti accaduti contro l’Uruguay, mentre sulla fascia sinistra confermato Albornoz, con Isla dalla parte opposta. Per Gerardo Martino tutto nella norma: nessun infortunato, nessuna defezione per squalifica. L’Albiceleste sarà al completo per cercare di portare a casa il trofeo, putando tutto su l’uomo chiave Messi, alla ricerca della prima importante affermazione con la maglia della nazionale dopo la sconfitta in finale mondiale contro la Germania dello scorso anno.  

Sulle orme di Angelo D'Arrigo o per meglio dire in gergo tecnico, "sulle ali" di Angelo D'Arrigo, Marco Busetta è vice campione d'Italia di Parapendio. Marco è stato da sempre appassionato di questo sport che pratica adesso come lavoro. Il suo grande impegno rivolto a portare avanti il nome di Angelo D'Arrigo è stato così grande da portarlo a sfide sempre più difficili. Oggi festeggiamo il suo trofeo che con grande orgoglio lo porta ai massimi vertici di uno sport che sta appassionando tutti. Ricordiamo che Marco Busetta svolge la propria attività con l'associazione Etna Fly, sul sito maggiori informazioni per volare.

La seconda partita disputata alle ore 15.00 fa registrare un netto vantaggio a favore della squadra paternese dei Red Sox contro il Bollate che si aggiudica un 12 - 7 per manifesta superiorità al 7° inning. La squadra di casa, infatti, ha avuto un forte slancio durante il quinto inning guadagnando ben 8 punti. La classifica vede ancora il Bollate al primo posto seguito dal Collecchio, Senago ed infine i Red Sox. Settimana prossima i ragazzi paternesi saranno impegnati fuori casa contro il Novara. 

La prima delle due partite di oggi, giocata alle ore 10.00 presso il campo di C.da Ficuzza, non è andata bene per i Red Sox Baseball di Paternò. La dura sconfitta di 14 - 7 contro il Bollate ha fatto iniziare male la giornata odierna. Sul monte di lancio non sono bastati i lanci del forte Franklin Torres che a fine secondo inning faceva registrare un punteggio di 8 a 0 per gli ospiti. I Red Sox si sono ripresi soltanto durante il quinto inning guadagnando 3 punti per poi ottenerne altri quattro negli ultimi tre inning. Appuntamento pomeriggio alle ore 15.00 per la seconda gara. 

Ringraziamo Davide Marletta per la foto.

Quest'anno arriva il Campionato europeo di volley femminile

Il 2015 sarà l'anno di un nuovo Campionato europeo di volley femminile, che questa volta si terrà in Belgio e Olanda. L'Italia, da sempre forte in questo sport, sta ancora digerendo la pessima notizia della non assegnazione dell'organizzazione del campionato, decisa dalla CEV, che ha invece favorito Olanda e Belgio. Ebbene, allora ci rifaremo sul campo!

Partirà dunque a fine agosto e andrà avanti fino al 4 di settembre un campionato molto atteso, che si prepara a vedere un record di pubblico sia sugli spalti che durante le dirette televisive. I team presenti saranno 16, compresi ovviamente tutti i team più forti del continente. La squadra delle pallavoliste italiane, come quasi sempre, si è presentata già qualificata in virtù dei suoi ottimi risultati nell'edizione precedente del campionato, quella del 2013, edizione che però non aveva visto le azzurre salire sul podio. Il nostro team infatti si era fermato al sesto posto, dopo Croazia, Serbia, Belgio (medaglia di bronzo), Germania (medaglia d'argento) e Russia (vincitrice e medaglia d'oro).

Moltissime le difficoltà che si frapporranno tra le azzurre e una medaglia: sarà difficile quasi quanto vincere ai giochi del casinò online. Prima di tutte le squadre di casa, Belgio e Olanda, che potranno contare su un pubblico caldissimo e sulla spinta dell'orgoglio di vincere a casa propria. Poi, ci sono le fortissime Russia e Germania, da sempre squadre difficili da battere.  L'Italia viene da un ottimo mondiale (in cui tra le squadre europee ha raggiunto il risultato migliore con il quarto posto, purtroppo appena fuori dalla zona medaglie), ma ai campionati europei manca il podio dall'edizione del 2009. Va detto però che quella volta fu una meritatissima medaglia d'oro.

Si conosce già il girone nel quale le azzurre del volley si troveranno a giocare: un girone temibile, perché include Olanda, Polonia e la vincitrice tra Francia e Slovenia. Le ragazze hanno alle spalle il tifo sfegatato di migliaia di italiane e italiani, tifo conquistato anche grazie al loro successo nel mondo dello spettacolo. Memorabile l'apparizione di tre di loro alla trasmissione televisiva Zelig, durante la quale hanno intonato la sigla del cartone animato anni '80 “Mila & Shiro”, antico quasi quanto la storia del gioco d'azzardo e ovviamente incentrato proprio sulle vicende di una pallavolista e di un pallavolista.

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Nuovo fine settimana vincente per i Red Sox Paternò Baseball che hanno giocato in casa la IX e X partita di campionato di serie A e la 4a di andata della Serie C.

La prima gara sofferta e disputata fino all’ultimo inning, che ha visto i giovani paternesi in svantaggio fin al settimo; dopodiché la svolta con i quattro punti segnati all’ottavo.

La partita si è conclusa con il punteggio di 7 a 5 a favore dei ragazzi del manager Messina.

Ottima partita anche quella di domenica 11, terminata al settimo inning per manifesta superiorità a favore dei padroni di casa per 17 a 1.

Un risultato ottenuto grazie all’impegno di ogni singolo giocatore sceso in campo che ha dato il meglio di se’ per vincere la gara.

“Abbiamo sfruttato al meglio le partite in casa ottenendo ottimi risultati – dichiara il manager Riccardo Messina -.  Bellissima la seconda partita con notevole prova di carattere dei ragazzi che, pur essendo in svantaggi, hanno creduto in loro fino alla fine”.

Da segnalare in gara 2 il tentativo di rubata di casa base da parte di Rolexis Molina, sul risultato di cinque pari che ha fruttato due punti per i Red Sox Paternò grazie all’errore di tiro del terza base parmigiano. Vantaggio difeso, nell’ultimo inning, dal lanciatore vincente Salvatore Sciacca ed infine, dalla salvezza di Franklin Torres, già vincente nella partita di ieri.

Attualmente, la squadra paternese è la prima in classifica con una media percentuale di 700. I prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 16 e domenica 17, contro il Senago.

Per la Serie C, importante vittoria ai danni dei Warriors Catania che sembravano riprendersi a metà partita ma sono stati battuti al 7 inning per manifesta superiorità dalla squadra paternese.

Francesca Putrino

MARTINSICURO – La Mahindra presenta in Italia il sostituto del Bolero. Questo pick-up è il Genio. Il mezzo indiano è disponibile a 2 o 4 Ruote Motrici, a Cabina Singola o Doppia, è equipaggiato con 1 Motore Turbodiesel 2200 da 120 cv, in allestimento unico. Esternamente il Genio ha linee classiche da pick-up dove alle forme della cabina si fondono le linee squadrate del cassone (enorme nelle dimensioni nella variante Cabina Singola, nella norma nella configurazione a Cabina Doppia). Il frontale lineare e pulito, ha forme tondeggianti: i grandi fari che seguono la forma ondulata del cofano incorniciano la grande mascherina a feritoie nel colore carrozzeria. Posteriormente la coda è quella classica da pick-up: la ribaltina incorniciata da fari rettangolari verticali. La linearità e la semplicità delle forme esterne lo si ritrova nell’abitacolo. Lo spazio interno è curato e completo di tutto: la consolle centrale presenta in sommità la palpebra che racchiude l’orologio digitale, in posizione centrale la radio cd, mentre in fondo consolle vi sono le manopole del climatizzatore. Molto ben leggibile è il quadro strumenti con i quadranti con numerazione nera su fondo bianco. Ed ora il momento del test drive: il Mahindra Genio guidato è stato il 2200 Turbodiesel Cabina Singola 2WD da 14817 €. La Mahindra, nota in Italia per i suoi mezzi da lavoro e per il suo XUV500, lancia sul mercato il mezzo da lavoro e per il tempo libero che va ad aprire la sua gamma veicoli, dopo l’uscita di scena del Bolero. Su strada, questo veicolo studiato dalla casa indiana per agricoltori, artigiani e persone che necessitano per lavoro di ampio spazio dove poter caricare, è molto maneggevole, la posizione di guida rialzata facilita la visuale della strada circostante. Il motore che lo equipaggia, è il 2200 Turbodiesel da 120 cv che equipaggia l’altro pick-up di casa, il Goa. Questo motore, unico a listino, è potente, brillante, permettendo al Genio di essere un Genio del low cost, con costi di gestione ai minimi. Infine il listino prezzi: si va da 14083 € del 2200 Turbodiesel 2WD Cabina Singola per arrivare a 19878 € del 2200 Turbodiesel 4WD Doppia Cabina (Diesel).

TERAMO – La Kia presenta in Italia la terza generazione della Sorento. La nuova generazione del SUV Coreano è disponibile a 5 o 7 posti, a 2 o 4 Ruote Motrici, è equipaggiato con 1 Motore Turbodiesel 2200 CRDI da 200 cv, negli allestimenti Loft, Feel Rebel, Rebel. Esternamente è più lunga di 9 cm (478 in tutto); cresce anche di 8 centimetri nel passo (la distanza fra le ruote dello stesso lato), mentre l’altezza cala di 2 cm. La vettura è imponente, ma le nuove proporzioni contribuiscono a darle uno slancio maggiore: la nuova linea è ben proporzionata ed elegante. Davanti, i fari piuttosto aggressivi si raccordano gradevolmente alla mascherina cromata, mentre nella parte inferiore si notano le luci supplementari grandi e spigolose. La fiancata, morbidamente “levigata”, mantiene il montante posteriore massiccio già tipico del modello attuale, ed è impreziosita da spesse cromature alla base delle porte; nella coda si notano i grandi fanali orizzontali e l’ampia fascia nera nella parte inferiore. Internamente l’abitacolo della Kia Sorento è gradevole, ben disegnato e accogliente, e l'enorme tetto in vetro apribile aiuta a renderlo particolarmente arioso e godibile. C'è di che rimanere soddisfatti anche delle finiture: le plastiche sono globalmente di buona qualità e molto ben lavorate, e si alternano a estesi rivestimenti in pelle. Nella plancia, ben disegnata, spicca lo schermo centrale di 8” a sfioramento del sistema radio-navigatore (che non ha, però, una grafica particolarmente raffinata). Ben leggibile il cruscotto, con lo strumento centrale che in realtà è un display e serve per il tachimetro (con lancetta “virtuale”) e per il computer di bordo, mentre gli altri strumenti sono classicamente analogici; in ogni caso, il tutto si legge bene. Giudizio positivo anche per i comandi: tutti al posto giusto, facili da individuare e da azionare. Tutto bene, al posto di guida: il sedile è morbido, abbastanza avvolgente e con regolazioni elettriche che includono il supporto lombare e persino l'altezza dell'estremità anteriore della seduta. Insieme alle ampie possibilità di spostamento del volante e allo spazio abbondante, mettersi comodi è davvero facile. La buona accoglienza non è una prerogativa dei soli posti anteriori. Lo spazio abbonda anche sul divano (scorrevole e con lo schienale regolabile nell'inclinazione) che va benissimo anche per tre adulti. Capiente pure il bagagliaio: in cinque, portando in avanti il divano, ci sono 660 litri a disposizione, che diventano 1.732 viaggiando in due. Utile, poi, il fatto che lo schienale sia in tre parti reclinabili: abbassando quella centrale, per esempio, si può viaggiare comodi in quattro caricando oggetti anche molto ingombranti ma sottili (come una scala, degli sci o le ante di un armadio). Ben rifinito e dotato di portellone a comando elettrico, il baule. Ed ora il momento del test drive: la Kia Sorento guidata è stata la 2200 CRDI 4WD Automatico 7 Posti Feel Rebel da 45025 €. La nuova Sorento si migliora ancor di più, diventando la Luxury Car di casa Kia. Su strada il SUV orientale, ha un comportamento da ammiraglia: comodo, confortevole, silenziosissimo in marcia, è un salotto viaggiante, spazioso e arioso. L’abitacolo può ospitare fino a 7 passeggeri in un ambiente molto luminoso, grazie al tetto panoramico in vetro. Nonostante le dimensioni non proprio ridotte, è molto maneggevole anche negli spazi angusti, lo sterzo è sempre pronto, e si parcheggia facilmente grazie anche alla retrocamera a colori. Il motore che pulsa sotto il cofano, è il 2200 Turbodiesel da 200 cv, unico motore disponibile. Questo motore è un campione di efficienza, unendo ottime prestazioni (potenza, brillantezza, velocità) a bassi consumi e costi di gestione complessivi da “sorridi-portafoglio”. Infine il listino prezzi: si va da 36500 € del 2200 2WD Loft 7 posti per arrivare a 49000 € della 2200 CRD 4WD Rebel 7 Posti Automatica (Diesel).

ASCOLI PICENO – La Opel affianca alla Adam la sua versione crossover, la Adam Rocks. La novità made in Opel è disponibile con 3 Motori a Benzina (1000 Turbo da 90 o 115 cv, 1200 da 70 cv, 1400 da 87 o 100 cv), negli allestimenti Rocks, Rocks Air (con tetto in tela). Esternamente è più alta da terra di 1,5 cm rispetto alla Dam di partenza e con vistose protezioni in plastica sui paraurti e sui passaruota. La Opel Adam Rocks ha i fanali squadrati, anziché arrotondati, e inserti cromati nei paraurti che richiamano le protezioni delle fuoristrada. I nuovi fascioni paracolpi sono più spessi e aggiungono 5 cm alla lunghezza della vettura, che ora ne misura 375. Inedito è anche il tetto in tela, che si apre e si chiude elettricamente in soli cinque secondi ed è disponibile in tre tinte: nero, marrone scuro e marrone chiaro. L'abitacolo della Opel Adam Rocks ha un aspetto elegante e sportivo, con finiture e tinte specifiche, studiate apposta per questa versione. Per il resto comunica lo stesso senso di ampiezza e cura dei dettagli delle altre Adam. Le poltrone hanno fianchetti accentuati che trattengono bene il corpo in curva. Sono ottime, le finiture, paragonabili a quelle di auto di livello superiore; specie la plancia, il volante e la console (dal design moderno) sono realizzati in materiale piacevole al tatto. Ad arricchire ulteriormente gli interni c'è il sistema multimediale Intellilink, che si aziona tramite lo schermo a sfioramento di 7 Pollici: collegato a uno smartphone (Android o Apple iOS), accede ai dati in memoria per riprodurre file musicali, visualizzare immagini e video, telefonare o usare le app (tra cui anche BringGo che consente di utilizzare il navigatore, tramite il collegamento Gps del cellulare, senza collegarsi a internet). Ed ora il momento del test drive: la Opel Adam Rocks guidata è stata la 1400 87 cv Rocks Air da 18192 €. La gamma Adam si amplia con la versione Rocks, una crossover da città, dalle forme giovanili e sbarazzine. Su strada la Adam Rocks ha tutte le doti della Adam: compatta, maneggevole, si parcheggia in un fazzoletto di spazio. Inoltre la versione provata monta il tetto in tela ad azionamento elettrico (si apre in soli 5 secondi) che trasforma la Adam da una compatta citycar a una frizzante quasi cabriolet. Tetto a cui è abbinato un comodo frangivento che annulla i fruscii del vento a capote abbassata (sembra di viaggiare al chiuso, anche ad andature sostenute). Il motore montato sulla Adam Rocks guidato è il 1400 da 87 cv, propulsore che permette alla Adam Rocks di essere usata sia in città, sia nell’extraurbano, grazie all’ottima potenza di 87 cv, alle prestazioni briose, ai consumi contenuti (5,5 litri ogni 100 km). Infine il listino prezzi: si va da 15850 € della Adam Rocks 1200 70 cv per arrivare a 19650 € della Adam Rocks Air 1000 Turbo 115 cv con Start e Stop (Benzina).

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La BMW sottopone la Serie 1 a un corposo restyling, che la trasforma nettamente, migliorandola esteticamente. La 1 è disponibile a 3 o 5 porte, è equipaggiata con 5 Motori a Benzina (116 da 109 cv, 118 da 136 cv, 120 da 117 cv, 125 da 218 cv, 135 da 326 cv) oppure con 5 Motori Turbodiesel (114d da 95 cv, 116d da 116 cv, 118d da 150 cv, 120d da 190 cv, 125d da 218 cv), negli allestimenti Base, Advantage, Sport, Urban, MSport, M. Esternamente la 1 porta sostanziose novità, senza interventi troppo drastici. Risultato: un'auto più armoniosa e grintosa, con fari, mascherina e prese d'aria nuovi nella parte anteriore, mentre dietro si notano i fanali che si estendono fin sul portellone. Tutto il resto del corpo vettura, non ha subito cambiamenti, confermando che le linee della Serie 1 sono attuali e gradevoli. Minimi i cambiamenti nell'abitacolo della 1, dall'impostazione tipicamente sportiva come da DNA BMW: sedili comodi e confrtevoli, volante completo di pulsanti utili a comandare il sistema di intrattenimento, alto tunnel centrale a separare nettamente la parte destra da quella sinistra. Ottime le finiture, molto ben realizzata la consolle centrale (in alto lo schermo del sistema di intrattenimento, a centro consolle i comandi radio, in fondo consolle i comandi clima, nel tunnel centrale la rotellina di controllo dei sistema di intrattenimento), sportivo è il quadro strumenti, dove l’analogico si sposa bene con il digitale, con un ottima leggibilità. Ed ora è il momento del test drive: la BMW Serie 1 provata è stata la 116d 5 Porte Advantage da 30962 €. La BMW rivoluziona la Serie 1, rendendola grintosa e sportiva, migliorandola, con questo restyling, nel frontale e nella coda. Su strada la 1 è una BMW DOC: sportiva, grintosa, divertente da guidare, molto maneggevole. Come ogni BMW alla sportività di guida, si unisce, come recita lo spot della casa tedesca, il “Piacere di Guidare”. Questo piacere si ha nel confort e nella silenziosità di marcia, nella comodità interna, nell’avere tutti i comandi al loro posto. Il motore che equipaggia la vettura provata è lo straordinario 1500 Turbodiesel 3 cilindri da 116 cv, denominato 116d. Questo motore, piccolo nella cilindrata, ma non nella potenza, è impressionante per l’unione fra i 3 cilindri, l’alimentazione Diesel, e soprattutto le prestazioni. Potente e brillante, non pare affatto un motore a 3 cilindri (di solito i 3 cilindri, sono più lenti, a causa del 4° clindro mancante), ma porta in dote dai motori a 3 cilindri i bassissimi consumi (3,6 l ogni 100 km). Infine il listino prezzi: si va da 23100 € della 116 Base 3 porte per arrivare a 48500 € della 135 M 5 porte XDrive (Benzina), si va da 24500 € della 114d 3 Porte Base per arrivare a 40100 € della 125d MSport 5 porte con Cambio Automatico (Diesel).

GROTTAMMARE – La Mazda presenta in Italia la nuova generazione ella sua utilitaria, la 2. La nuova versione (rispetto alla vecchia è rimasto solo il nome), è equipaggiata con 1 Motore a Benzina (1500 da 75 o 90 cv), negli allestimenti Essence, Evolve, Exceed. La nuova Mazda 2 ha forme compatte e grintose, linee ancora più sinuose e personali del modello che sostituisce: nel frontale, più elaborato, spiccano i proiettori a led di forma semicircolare. Molto sportivo è il posteriore, tondeggiante,  con i grandi gruppi ottici a goccia. L’abitacolo della nuova Mazda 2 è più spazioso (grazie al passo aumentato di otto centimetri), ma anche più ricercato e meglio rifinito di quello, serioso, del modello in via di pensionamento. A bordo, ciò che più attrae l’attenzione è il vistoso (e chiaro) cruscotto: nel centro mostra il contagiri analogico, che ingloba il tachimetro digitale, sormontato dallo schermo trasparente dell’head-up display. Non meno appariscente, però, lo schermo tattile tipo tablet di 7”: visualizza tutti i servizi di bordo, che si possono attivare anche con la manopola fra i sedili o con la voce, e funge da interfaccia per connettere il telefonino all’impianto multimediale di bordo (se dotato di MZD Connect, può collegarsi a internet). La posizione di guida è arricchita della regolazione in profondità per il volante. Infine, della maggiore lunghezza della carrozzeria ha beneficiato anche il baule della nuova Mazda 2: è più capiente di quello del “vecchio” modello (280/950 litri invece di 250/787). Ed ora il test drive: la Mazda 2 guidata è stata la 1500 90 cv Exceed da 20550 €. La Mazda rinnova dalla A alla Z la 2, e lo fa rendendola ancor più simile al nuovo family feeling della casa giapponese, fatto di linee molto personali, grintose e sportive. Su strada la 2 si comporta come un agile cittadina: molto maneggevole, ha uno sterzo pronto e leggero, molto comoda e confortevole in marcia e da fermo. Accogliente sia anteriormente che posteriormente, ottimo è anche il bagagliaio più capiente rispetto alla precedente generazione. Spazio ora merita il cuore pulsante della 2 guidata: il 1500 Benzina da 90 cv. Questo motore, unico motore a listino, nella potenza maggiore, è molto brillante e potente, e permette alla 2 di diventare molto più che una semplice auto da città, facendola trasformare in una perfetta stradista macinachilometri. Infine il listino prezzi: si va da 13900 € della 1500 75 cv Essence per arrivare a 19300 € della 1500 90 cv Exceed con Cambio Automatico (Benzina).

ASCOLI PICENO – La Ssangyong propone sul mercato italiano la nuova generazione del suo pick-up, l'Actyon Sports. Il mezzo coreano è disponibile a 2 o 4 ruote motrici, è equipaggiato con un solo motore 2000 Turbodiesel 2000 da 155 cv, in allestimento unico. Esternamente questo pick-up a doppia cabina ha un look accattivante e sportivo. Il frontale è muscoloso, le nervature sul cofano e i gruppi ottici trapezoidali rendono sportivo l'anteriore. Posteriormente la parte del leone la fa il cassone rivestito in plastica antigraffio: lineare la ribaltina che permettere di accedere al cassone, eleganti i gruppi ottici rettangolari posti in posizione verticale ai lati della ribaltina stessa. Accomodandosi a bordo del Actyon Sports troviamo un abitacolo comodo e confortevole, un posto di guida rialzato da cui controllare tutto ciò che accade intorno. La consolle centrale è di impostazione classico – retrò – vintage dove alla linearità dei comandi clima e radio si accompagna la presenza ai bordi della consolle di tutta una serie di bottoni rotondi (fra cui quello dell'inserimento della trazione integrale) che riportano indietro agli anni '80. Tecnologico è il quadro strumenti con i quadranti ad illuminazione a led. Ed ora il momento test drive: il Ssangyong Actyon Sports provato è stato il 2000 XDI 2WD da 22510 €. La Ssangyong, casa automobilistica coreana, continua il suo rinnovamento riproponendo in Italia l'Actyon Sports, profondamente rivisto e rinnovato sia esternamente che internamente. Su strada il mezzo coreano ha un ottimo comportamento stradale: maneggevole, comodo e confortevole, con ampio spazio a bordo e una buona capacità complessiva di carico del cassone. Il motore che equipaggia il mezzo provato è un 2000 Turbodiesel da 155 cv, unico motore presente a listino. Questo propulsore garantisce brio e potenza, brillantezza e parsimonia all'Actyon Sports garantendo al contempo ottimi risultati sia su strade asfaltate che su percorsi impervi. Da ultimo il listino prezzi: si parte da 22200 € del 2000 XDI 2WD per arrivare a 24450 € del 2000 XDI 4WD (Diesel).

 

 

Bruno Allevi

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Come influisce l’alimentazione o l’uso accentuato di farmaci sulla nostra salute? Ne parleremo, Domenica 21 Giugno al Feudo San Vito durante l'evento "Un Giorno a 5 Stelle", con:


- Dott. Riccardo Lojacono, Farmacista- Eborista- Fitoterapia- Gemmoterapia. Parlerà di: "Intestino e Flora microbica e danni al l'intestino da farmaci e antibiotici”

- Dott. ssa Elena Longo, Laurea in Dietistica Laurea Spec. in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana Master in: Comunicazione e Tecniche di Relazione di aiuto Perf. In Nutrizione Artificiale Domiciliare. Parlerà di: "Alimentazione Consapevole"

Modera: Ing. S. La Delfa, attivista Meetup Paternò


Durante la giornata potete passare una giornata all'insegna della cultura del cibo; artigianato e tradizione, conoscendo i produttori del tuo territorio attraverso l'esposizione di prodotti artigianali ed enogastronomici locali. RIMANI A PRANZO CON NOI! Info e prenotazioni posti__> http://goo.gl/forms/0bvGjunIaI

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Fino a qualche anno fa gran parte degli appassionati di giochi possedeva una Playstation o l’X Box e forse la possiede ancora. Con le innovazioni tecnologiche che si sono succedute nel corso dell’ultimo triennio però nelle abitudini di fruizione dei giochi è cambiato da parte degli utenti. Il boom di smartphone e tablet, oltre alla diffusione della banda larga un po’ in tutta Italia ha modificato quasi completamente il modo di giocare degli italiani. Grazie a queste piccole rivoluzioni pian piano si sono fatti sempre più strada gli ormai famosi giochi online che oggi raccolgono una fetta piuttosto importante di mercato. In questo settore, naturalmente, ci sono diverse tipologie di giochi. Troviamo i classici giochi di ruolo, ma nell’ultimo periodo a recitare un ruolo da assoluti protagonisti sono i casino online che sono in sostanza la trasposizione digitale di un casino reale. Al loro interno tutti gli appassionati di questo segmento di giochi possono divertirsi a blackjack, slot machine o alla roulette online. Alle società che operano nel nostro Paese tramite concessione AAMS va il merito poi di aver cavalcato l’onda delle nuove tecnologie sviluppando applicazioni per i dispositivi mobile in modo da permettere ai propri clienti di poter giocare anche quando non si ha a disposizione un personal computer o un notebook.

Ma perché questi casino online hanno raggiunto tutta questa popolarità? I motivi sono molteplici, ma indubbiamente l’aspetto tecnologico ha di sicuro avuto un ruolo determinante per avvicinare sempre più appassionati a questo mondo. Da considerare poi che ad investire in questo settore ci sono quasi tutti i principali brand che si occupano di giochi online. Il casino online sicuro di Paddy Power è, ad esempio, tra i più grandi ed importanti in Italia. Ciò che ha fatto del Casino di Paddy Power uno dei casino online più frequentati d’Italia è il fatto che questa società di origini irlandesi oltre a proporre un’offerta piuttosto vasta di giochi ha deciso di creare una sezione particolare in cui è possibile giocare anche alle versioni live di blackjack e roulette. A questo aggiungiamo poi che sono presenti nei principali store di applicazioni ben tre prodotti differenti targati Paddy Power. Insomma se questo mondo vi ha sempre incuriosito, Paddy Power può essere il luogo giusto dove iniziare a divertirsi. Provare per credere. 

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