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Top Stories

Un ricco calendario di mostre e laboratori a cura del Liceo Scientifico di Paternò "E. Fermi"

Scarica la locandina

Paternò torna a far parlare di se. Questa volta in primo piano la festa della santa patrona. Il video girato dal fratello del figlio del boss Assinnata fa notare come la tradizione dell'inchino e del saluto di "rispetto" sia ancora viva e attiva in una città che vuole risvegliarsi. Nel video si nota anche che l'inchino viene preceduto dal "bacio" e poi dalla musica del Padrino, segni evidenti che hanno fatto discutere non solo la comunità paternese bensì quella nazionale. Il video ha subito fatto il giro del web per poi essere presente nei principali media televisivi. Le Iene intervengono e con un servizio purtroppo molto vicino alla realtà, nonostante siano conosciuti per "gonfiare" i fatti per puro scopo di audencie, mettono in risalto tre punti: la cittadinanza non accetta e si discosta da questo atto, i vigili urbani presenti durante l'evento e il Sindaco. Primo punto, la cittadinaza non accetta e precede quello che avverrà nelle successive ore, ovvero la presa di posizione di molti cittadini, del Sindaco e dell'Assessore Campisano che organizzano una riunione flash per dire NO alla mafia. Secondo punto, i vigili urbani presenti all'evento, secondo quanto racconta il fratello erano proprio li ma in silenzio; su questo punto c'è da accertare le responsabilità di tale accaduto e agire nell'immediatezza. Terzo punto, il Sindaco Mauro Mangano, visibilmente colpito dall'evento; a lui è stato attribuita la mancanza di reattività e di sorveglianza. C'è da dire che il Sindaco non era presente al palazzo durante l'evento, aggiungiamo anche che il sindaco è stato sempre contro la mafia e contro azioni che hanno urtato la sensibilità della cittadinanza tutta. Ma a questo proposito ci chiediamo anche il perchè il comune debba "stipendiare" i fautori di un gesto simile con i soldi dei cittadini. Su internet ci sono stati in queste ore commenti legati allo sputtanamento della città di Paternò ma dobbiamo anche renderci conto che non si tratta di un gesto singolare, Paternò non gode di ottima salute, Paternò deve fare tanto per migliorare; certo è che questa volta le Iene sono state più caute e hanno dato visibilità alla cittadinanza che si dissocia da tutto ciò, per cui tutti a "lavoro" e che sia da sprono per una cittadinanza attiva e partecipata.
A questo punto vi lasciamo con il video montato dalle Iene

santa barbara 2015

News Paternò

Di seguito il link per vedere il programma completo della festa di S. Barbara -link

Informazioni per i Turisti [IT]

Come raggiungere Paternò

Per chi viene in auto:
Da Palermo:
dall'autostrada A19 PA-CT, uscite a Gerbini

Da Catania:
SS 121 (superstrada per Adrano), uscite direttamente a Paternò

Da Messina:
dall'autostrada A18 ME-CT, imboccate la tangenziale ovest di Catania e uscite a Misterbianco troverete subito la SS 121

Tourist information [EN]:

How to get to Paternò

Coming by car :
From Palermo :
from the A19 Palermo-Catania , exit at Gerbini

From Catania :
SS 121 ( highway to Adrano ) outputs directly in Paternò

From Messina :
from the A18 Messina-Catania , take the ring road west of Catania and exit at Misterbianco will soon find the SS 121

Riprendiamo l'articolo a firma del giornalista Salvo Fallica apparso sul sito di Repubblica.it sez. di Palermo

 

Un bene culturale che racconta le storie, i costumi sociali, l'antropologia di un popolo. L'ex convento di San Francesco sulla collina storica di Paternò, è di certo un segno di cultura vivente e un autentico gioiello architettonico. L'edificio è il risultato di diverse sovrapposizioni costruttive e giace sui resti di un probabile tempio. L'impianto benedettino risale - così come lo percepiamo adesso - all'XI secolo d. C. su preesistenza araba. Modificato successivamente dall'ordine francescano a partire dal XV secolo d. C. Il complesso strutturale vien chiamato anche la Fabbrica della Regina perché fu Eleonora d'Aragona a concedere ai francescani alcune case per riedificare il convento.

Arriva ai nostri giorni dopo ripetuti stravolgimenti che lo trasformano in rudere nei primi anni Venti del Novecento. Sono presenti tracce di epoche diverse, da quella ellenistica al periodo arabo-bizantino, dagli stilemi normanni a quelli barocchi. Caratteristica principale è l'originalità dell'impianto planimetrico che non presenta il lato ovest costruito (in quanto accesso all'antica agorà che oggi è il chiostro) e il lato sud est orientato verso "la mecca".

Un passato riattualizzato da un intervento di recupero architettonico (realizzato da professionisti del livello di Pasquale Culotta, Luigi Bosco, Giuseppe Guerrera e Francesco Finocchiaro) che ne mostra l'essenza con interventi originali ed innovativi. Spiega l'architetto Finocchiaro: "Il nostro intervento ha innestato, nell'apparato murario preesistente, elementi contemporanei - linguistici e costruttivi per evidenziare lo scarto temporale tra la memoria e il nostro tempo - come il corridoio distributivo vetrato, allegoria del cardo della città. Un connettore tra la città dei vivi (la nuova città) e quella dei morti (l'antica Ibla Major, oggi coperta dal cimitero).

Un lavoro di intervento di recupero che già nel 2014 aveva vinto il premio In\arch Anca Sicilia 2014 (vincitore della categoria Opera di riqualificazione in Sicilia 2008/2013) e che da poco è anche stato inserito dall'Ordine e dalla Fondazione degli Architetti di Catania nei pannelli della mostra "Città d'Italia".

L'architetto Francesco Finocchiaro afferma: "Questo bene culturale restaurato, assieme ad altri, è stato scelto come opera d'eccellenza del territorio, è una delle eccellenze della nostra penisola. Per Paternò è un fatto culturale importante, spero che l'amministrazione locale lo comprenda appieno. Pensate che l'anno scorso proprio mentre il progetto veniva premiato, vi era un buco nel tetto dal quale pioveva acqua. Dopo aver denunciato più volte questo fatto, ho ricevuto una risposta dopo dieci mesi". Finocchiaro aggiunge: "Purtroppo l'interno è ancora incompleto ed il bene culturale di livello nazionale è chiuso, non è visitabile. Già questa è un'altra paradossale notizia, così come non sono fruibili molti altri beni culturali e scavi archeologici posti sulla sommità della Collina di Paternò, che ha più di tre millenni di storia".

Il progetto prevede la trasformazione in incubatore culturale del manufatto, con spazi per l'esposizione del museo della città e annesso bookshop, caffetteria e sala conferenze al piano terra, oltre agli spazi per la ricerca, uffici e la biblioteca tematica al piano superiore.

Presentazione libro Luigi Urso

News Paternò

La presentazione del libro di Luigi Urso, "Cronomorph - Il cristallo del Tempo" chiude la decima edizione del Memorial Mariano Ventimiglia. Domenica 25 Ottobre è stato un giorno importante per la cultura e l'arte ancora di più perchè è stato presentato il libro di un autore emergente paternese che già in passato aveva pubblicato un romanzo ed alcune poesie apparse in un noto giornale letterario italiano.
L'evento, organizzato da Paternesi.com, all'interno dello scenario del Memorial Ventimiglia ha accolto numerose persone che sono intervenute al dibattito moderato da Mario Cunsolo, in cui ha partecipato, oltre all'autore anche Maurizio Musumeci nelle vesti di relatore.
A fare i saluti iniziali è stato il Presidente di Paternesi.com, Giorgio Ciancitto, che ha sottolineato l'importanza della promozione artistica e culturale per gli autori e gli artisti che hanno talento ed hanno bisogno di emergere.
La presentazione di questo libro dal genere archeo-fantasy è stata anche coadiuvata dagli interventi del pubblico tra cui l'autore Angelo Virgillito che già in passato ha presentato al pubblico il suo libro.
Tema importante discusso in serata è stato quello relativo alla domanda posta dal moderatore Cunsolo in merito all'editoria italiana che ad oggi ancora promuove soltanto autori conosciuti o che provengono dal cinema e dallo sport; come infatti ha sostenuto Ciancitto: "la qualità di certi libri è compromessa fin quando i soliti a scrivere saranno i più conosciuti" - "è pertanto fondamentale far emergere i talenti e chissà se un Urso o un Cunsolo possono entrare a far parte di questi, di sicuro non hanno scritto per vendere ma per diletto e per passione, a loro vanno i nostri migliori auguri di un futuro letterario più consono alle loro aspettative".
Si conclude così la decima edizione del Memorial Mariano Ventimiglia che quest'anno ha realizzato un connubio tra arte, letteratura e musica.

X Memorial Ventimiglia

News Paternò

Con la presentazione del libro di Luigi M.C. Urso, ieri 25 Ottobre 2015, si è conclusa la decima edizione del Memorial Mariano Ventimiglia.
Un'edizione speciale, la migliore di sempre, che ha lasciato un bel ricordo sia ai partecipanti che al pubblico accorso sabato 24 durante la premiazione.
L'esempio di volontariato culturale espresso dall'Ass. Paternesi.com è di fondamentale importanza per tutte le associazioni e per tutte le persone che vogliono portare avanti il concetto di cultura a 360° all'interno di una città che purtroppo necessità di una spinta dal basso. Non bastano le mostre o le presentazioni di libri di autori o artisti importanti, quello che serve è soprattutto la partecipazione attiva dei cittadini che hanno del talento.
Le recenti presentazioni di libri come quello di Urso e di Cunsolo attestano la volontà di emergere con qualità, tenacia e costanza, al fine di coinvolgere anche gli altri in un universo culturale senza fine.
Il Memorial, da questo punto di vista, si è fatto sempre promotore di artisti emergenti affiancando al grande artista, vedi Ventimiglia o lo stesso Messina, autori nuovi che ricevono lo stimolo dai grandi.
Durante la premiazione è stato assegnato anche un premio alla carriera al maestro Barbaro Messina che durante la serata è intervenuto raccontando aneddoti ed esperienze di Mariano Ventimiglia, figura a lui cara non soltanto dal punto di vista artistico.La decima edizione è stata di fondamentale importanza anche per la presenza dell'annullo filatelico che imprime un connotato storico a livello internazionale.
"Lo scopo del Memorial", come afferma il Presidente Giorgio Ciancitto, "è quello di creare un evento unico, costante nel tempo ma sempre ricco di novità e di sorprese. Per questo motivo ogni anno, nonostante i numerosi problemi legati all'edificio e alla burocrazia, si è cercato di dare un tocco di cambiamento."
Il ringraziamento va principalmente ai ragazzi dell'Associazione che con grandi sacrifici si sono spesi per un evento davvero importante per la città di Paternò, evento che è ormai diventato un'istituzione.
La moderazione affidata al noto giornalista Salvo Fallica ha dato come sempre i risultati sperati e l'associazione Paternesi.com è orgogliosa di averlo avuto anche quest'anno al proprio fianco.
Quest'anno, il Memorial, è diventato multiculturale abbracciando per la prima volta non solo l'arte ma anche la scrittura e la musica, questo è il risultato di tanti anni di lavoro volti al miglioramento di un evento che in 15 giorni di apertura al pubblico non ha mai visto abbassare il numero di visitatori, anzi, nella giornata della premiazione sono intervenuti oltre 400 persone.

I vincitori di questa decima edizione sono:
per la pittura - Sebastiano Giunta
per la scultura - Domenica Russo
per l'incisione - Giovanna Ruggieri
per la fotografia - Maurizio Meli
Un ringraziamento va anche al presidente di giuria, Ghumbert di Cattolica, e al Prof. Guzzone, i quali hanno dato un tocco di professionalità artistica nella scelta e nella motivazione di ogni singolo vincitore.
Si ringrazia anche il comune di Paternò nella persona del Sindaco Mauro Mangano e dell'Assessore alla Cultura Valentina Campisano che, nonostante le immense difficoltà, hanno reso fattibile l'organizzazione dell'evento.
Un arrivederci quindi alla prossima edizione con tante nuove opportunità per chi espone e soprattutto tante sorprese culturali per la città.

Coppa America 2015

Calcio

Manca poco all’attesa finale di Copa America che per questa edizione vedrà l’uno di fronte all’altra Cile e Argentina. Cornice di questo appuntamento storico sarà l’Estadio Nacional di Santiago, dove Messi e compagni cercheranno di portare a casa la prima coppa dell’era del fuoriclasse del Barcellona, mentre la Roja allenata dall’argentino Sampaoli farà di tutto per festeggiare a casa propria il primo titolo continentale della sua storia, un evento che i professionisti che elaborano le migliori scommesse online non giudicano del tutto impossibile.

Il cammino è stato sostanzialmente tranquillo per entrambe: non un calcio spettacolare, ma concreto per le due nazionali. L’Argentina ha trovato nel suo tridente delle meraviglie, formato da Messi, Aguero e Di Maria, un punto fondamentale e imprescindibile ai fini dei risultati. Un gruppo che ha la peculiarità di portare a casa qualsiasi risultato, basta che sia utile, senza sprecarsi più di tanto.

Il Cile, di contro, ha osato di più: spinto anche dal tifo dei supporters di casa, la squadra guidata da Sampaoli ha iniziato con il freno a mano tirato per poi dilagare. L’esordio ha visto una vittoria contro l’Ecuador per 2-0 grazie alle marcature di Vidal e Vargas; poi è toccato al rocambolesco pareggio per 3-3 contro il Messico, durante il quale sono andati in rete ancora il centrocampista juventino, autore di una doppietta, e sempre Vargas. Dopo un successo e un pareggio, che hanno tenuto in vetta al gruppo la Roja, è poi arrivata l’ultima delle 3 gare, quella contro la nazionale boliviana, terminata con un perentorio 5-0, in cui il tanto atteso Sanchez è tornato al gol dopo ben 7 mesi di digiuno. E soprattutto ha messo in risalto Valdivia, la cui sontuosa prestazione ha fatto dimenticare almeno per 90’ le vicende di Vidal, fermato dalla polizia alla guida della sua auto in stato di ebrezza. Episodio che non è piaciuto a nessuno in casa cilena, e che ha tenuto banco per giorni. Dopo è stato il turno dei quarti, gara che passerà alla storia per episodi gravissimi accaduti in campo: la sfidante, l’Uruguay, ha terminato in 10 per l’espulsione di Cavani, e i cileni ne hanno approfittato, vincendo per 1-0. La semifinale ha visto un Perù umile ed entusiasta affrontare i padroni di casa senza timori, poi superati per 2-1.

Per l’Argentina tutto ha avuto inizio contro un Paraguay capace di rimontare 2 reti alla nazionale di Martino. Poi i successi su Uruguay e Giamaica hanno condotto gli argentini prima ai quarti contro la Colombia – gara che rimarrà nella storia della competizione visto l’infinita lotteria dei rigori, ben 14, vinta per 5-4 – e poi in semifinale ancora contro i paraguayani, gara vinta con un punteggio tennistico, 6-1.

Solito 4-3-1-2 per Sampaoli, che conta ancora una volta su Valdivia come perno per la coppia d’attacco Edu Vargas-Sanchez, fino ieri a rischio per via di un lieve infortunio. Jara sconta ancora la squalifica per i fatti accaduti contro l’Uruguay, mentre sulla fascia sinistra confermato Albornoz, con Isla dalla parte opposta. Per Gerardo Martino tutto nella norma: nessun infortunato, nessuna defezione per squalifica. L’Albiceleste sarà al completo per cercare di portare a casa il trofeo, putando tutto su l’uomo chiave Messi, alla ricerca della prima importante affermazione con la maglia della nazionale dopo la sconfitta in finale mondiale contro la Germania dello scorso anno.  

Foto tratta dal profilo Facebook di Marco Busetta

Sport

Sulle orme di Angelo D'Arrigo o per meglio dire in gergo tecnico, "sulle ali" di Angelo D'Arrigo, Marco Busetta è vice campione d'Italia di Parapendio. Marco è stato da sempre appassionato di questo sport che pratica adesso come lavoro. Il suo grande impegno rivolto a portare avanti il nome di Angelo D'Arrigo è stato così grande da portarlo a sfide sempre più difficili. Oggi festeggiamo il suo trofeo che con grande orgoglio lo porta ai massimi vertici di uno sport che sta appassionando tutti. Ricordiamo che Marco Busetta svolge la propria attività con l'associazione Etna Fly, sul sito maggiori informazioni per volare.

La seconda partita disputata alle ore 15.00 fa registrare un netto vantaggio a favore della squadra paternese dei Red Sox contro il Bollate che si aggiudica un 12 - 7 per manifesta superiorità al 7° inning. La squadra di casa, infatti, ha avuto un forte slancio durante il quinto inning guadagnando ben 8 punti. La classifica vede ancora il Bollate al primo posto seguito dal Collecchio, Senago ed infine i Red Sox. Settimana prossima i ragazzi paternesi saranno impegnati fuori casa contro il Novara. 

Franklin Torres

Baseball

La prima delle due partite di oggi, giocata alle ore 10.00 presso il campo di C.da Ficuzza, non è andata bene per i Red Sox Baseball di Paternò. La dura sconfitta di 14 - 7 contro il Bollate ha fatto iniziare male la giornata odierna. Sul monte di lancio non sono bastati i lanci del forte Franklin Torres che a fine secondo inning faceva registrare un punteggio di 8 a 0 per gli ospiti. I Red Sox si sono ripresi soltanto durante il quinto inning guadagnando 3 punti per poi ottenerne altri quattro negli ultimi tre inning. Appuntamento pomeriggio alle ore 15.00 per la seconda gara. 

Ringraziamo Davide Marletta per la foto.

Quest'anno arriva il Campionato europeo di volley femminile

Il 2015 sarà l'anno di un nuovo Campionato europeo di volley femminile, che questa volta si terrà in Belgio e Olanda. L'Italia, da sempre forte in questo sport, sta ancora digerendo la pessima notizia della non assegnazione dell'organizzazione del campionato, decisa dalla CEV, che ha invece favorito Olanda e Belgio. Ebbene, allora ci rifaremo sul campo!

Partirà dunque a fine agosto e andrà avanti fino al 4 di settembre un campionato molto atteso, che si prepara a vedere un record di pubblico sia sugli spalti che durante le dirette televisive. I team presenti saranno 16, compresi ovviamente tutti i team più forti del continente. La squadra delle pallavoliste italiane, come quasi sempre, si è presentata già qualificata in virtù dei suoi ottimi risultati nell'edizione precedente del campionato, quella del 2013, edizione che però non aveva visto le azzurre salire sul podio. Il nostro team infatti si era fermato al sesto posto, dopo Croazia, Serbia, Belgio (medaglia di bronzo), Germania (medaglia d'argento) e Russia (vincitrice e medaglia d'oro).

Moltissime le difficoltà che si frapporranno tra le azzurre e una medaglia: sarà difficile quasi quanto vincere ai giochi del casinò online. Prima di tutte le squadre di casa, Belgio e Olanda, che potranno contare su un pubblico caldissimo e sulla spinta dell'orgoglio di vincere a casa propria. Poi, ci sono le fortissime Russia e Germania, da sempre squadre difficili da battere.  L'Italia viene da un ottimo mondiale (in cui tra le squadre europee ha raggiunto il risultato migliore con il quarto posto, purtroppo appena fuori dalla zona medaglie), ma ai campionati europei manca il podio dall'edizione del 2009. Va detto però che quella volta fu una meritatissima medaglia d'oro.

Si conosce già il girone nel quale le azzurre del volley si troveranno a giocare: un girone temibile, perché include Olanda, Polonia e la vincitrice tra Francia e Slovenia. Le ragazze hanno alle spalle il tifo sfegatato di migliaia di italiane e italiani, tifo conquistato anche grazie al loro successo nel mondo dello spettacolo. Memorabile l'apparizione di tre di loro alla trasmissione televisiva Zelig, durante la quale hanno intonato la sigla del cartone animato anni '80 “Mila & Shiro”, antico quasi quanto la storia del gioco d'azzardo e ovviamente incentrato proprio sulle vicende di una pallavolista e di un pallavolista.

Red Sox Paternò

Baseball

Valutazione attuale: 5 / 5

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Nuovo fine settimana vincente per i Red Sox Paternò Baseball che hanno giocato in casa la IX e X partita di campionato di serie A e la 4a di andata della Serie C.

La prima gara sofferta e disputata fino all’ultimo inning, che ha visto i giovani paternesi in svantaggio fin al settimo; dopodiché la svolta con i quattro punti segnati all’ottavo.

La partita si è conclusa con il punteggio di 7 a 5 a favore dei ragazzi del manager Messina.

Ottima partita anche quella di domenica 11, terminata al settimo inning per manifesta superiorità a favore dei padroni di casa per 17 a 1.

Un risultato ottenuto grazie all’impegno di ogni singolo giocatore sceso in campo che ha dato il meglio di se’ per vincere la gara.

“Abbiamo sfruttato al meglio le partite in casa ottenendo ottimi risultati – dichiara il manager Riccardo Messina -.  Bellissima la seconda partita con notevole prova di carattere dei ragazzi che, pur essendo in svantaggi, hanno creduto in loro fino alla fine”.

Da segnalare in gara 2 il tentativo di rubata di casa base da parte di Rolexis Molina, sul risultato di cinque pari che ha fruttato due punti per i Red Sox Paternò grazie all’errore di tiro del terza base parmigiano. Vantaggio difeso, nell’ultimo inning, dal lanciatore vincente Salvatore Sciacca ed infine, dalla salvezza di Franklin Torres, già vincente nella partita di ieri.

Attualmente, la squadra paternese è la prima in classifica con una media percentuale di 700. I prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 16 e domenica 17, contro il Senago.

Per la Serie C, importante vittoria ai danni dei Warriors Catania che sembravano riprendersi a metà partita ma sono stati battuti al 7 inning per manifesta superiorità dalla squadra paternese.

Francesca Putrino

MOSCIANO SANT'ANGELO – La Mercedes presenta la sostituta della GLK, la GLC. Il nuovo SUV tedesco di classe media, è disponibile con 1 Motore a Benzina (GLC 250 da 211 cv) oppure con 2 Motori Turbodiesel (GLC 220d da 170 cv o GLC 250d da 204 cv), negli allestimenti Executive, Business, Sport, Exclusive, Premium. La Mercedes GLC eredita dalla GLK il ruolo di suv media nella gamma della casa, ma il cambiamento è radicale. L'auto è nuova da cima a fondo e nettamente più grande: la lunghezza cresce di 12 centimetri (466 in tutto) e la larghezza di 5 (189 cm, misura piuttosto “abbondante” per le nostre strade). Ma la novità più evidente riguarda il passaggio da linee assai tese e spigolose ad altre più morbide e filanti, che, nel complesso, uniscono bene sportività de eleganza. Molto bello il frontale, in linea con il nuovo family feeling Mercedes: cofano spiovente, mascherina pronunciata con al centro il grande logo della casa di Stoccarda, fari di forma trapezoidali incassati ai lati della mascherina stessa. Posteriormente la coda è bombata, leggera, crea dinamismo. Molto gradevoli i grandi gruppi ottici allungati, ben visibili da chi segue il veicolo tedesco. La Mercedes GLC è molto ben realizzata, e lo si capisce sin dai primi istanti in cui si accede all'abitacolo, che riprende molti elementi dalla recente berlina C. Ritroviamo quindi lo stile armonioso e piacevolmente “mosso”, con le cinque bocchette circolari del “clima” bizona, la strumentazione completa e ben leggibile e lo schermo centrale di 8,4 pollici tipo tablet. Da qui passano le informazioni del valido navigatore e della radio con lettore dvd e hard disk. La gestione avviene tramite il “mouse” a sfioramento, la rotella sottostante o con comandi vocali. Nel complesso, l'abitacolo è gradevole e ben studiato. Non mancano neppure ampi vani portaoggetti; elegante e completo è il quadro strumenti. Ed ora il momento del test drive: la Mercedes GLC guidata è stata la 220d 4Matic Exclusive da 59939 €. La GLC sostituisce la GLK, diventato il nuovo SUV Medio di casa Mercedes. La GLC abbandona le forme squadrate della GLK per abbracciare forme e linee più sinuose, facendo assomigliare il nuovo prodotto tedesco a un mix ben riuscito fra un SUV e una coupè. Su strada il comportamento della GLC è ottimo: molto maneggevole, la posizione guida rialzata permette di avere sott'occhio tutto ciò che accade attorno alla vettura. É un salotto su quattro ruote, mangiasfalto e mangiasterrato grazie all'altezza da terra e alla trazione integrale che la equipaggia. Il cuore pulsante della GLC provata è l'ottimo 2200 Turbodiesel da 170 cv denominato 220d (l'altra declinazione è lo stesso 2200 Turbodiesel con 204 cv, denominato 250d). Questo motore è l'ideale su quest'auto, unisce ottime prestazioni, silenziosità, brio e potenza, a bassi consumi (intorno a 20 km con un litro di gasolio nel ciclo combinato). Infine il listino prezzi: si va da 48550 € della GLC 250 Executive per arrivare a 56850 € della GLC 250 Exclusive o Premium (Benzina), si va da 47940 € della GLC 220d Executive per arrivare a 57090 € della GLC 250d Exclusive o Premium (Diesel).

 

Ritorna il nome Tucson per il SUV medio Hyundai 

MARINA DI ALTIDONA – La Hyundai ritorna al passato riproponendo il nome Tucson per il suo di taglia media. La neonata auto coreana è disponibile con 1 Motore Benzina (1600 da 132 o 177 cv), oppure con 2 Motori Turbodiesel CRDI (1700 da 115 cv, 2000 da 136 o 185 cv), negli allestimenti Classic, Comfort, XPossible. La SUV coreana, realizzata su una piattaforma del tutto nuova, ha un aspetto più importante rispetto alla IX35, il modello che sostituisce: più bassa di due centimetri, più lunga di sette e più larga di tre, la Hyundai Tucson è una vettura imponente (merito soprattutto della grande mascherina esagonale, a contrasto con i fari allungati e sottili) con alcuni tratti che ricordano le fuoristrada “rudi” (i predellini sottoporta, appena accennati), e altri quasi da sportiva:  passaruota pronunciati, tetto arcuato che si raccorda col lunotto, lo spoiler alla sua sommità. Il montante anteriore, in posizione piuttosto arretrata, contribuisce a dare slancio alla vettura. Dietro, la linea è caratterizzata dai sottili fanali che “abbracciano” la fiancata e dal profilo convesso del lunotto, parecchio inclinato. Salendo a bordo, la prima impressione che si ha salendo a bordo della Hyundai Tucson è la sensazione di ariosità, l’abitacolo è realmente molto spazioso. La Hyundai Tucson ospita senza problemi anche cinque persone di statura elevata. I sedili anteriori sono decisamente accoglienti (la lunga seduta sostiene a dovere le gambe). Inoltre, il divano con lo schienale reclinabile e le bocchette posteriori rendono comodi i viaggi anche ai passeggeri posteriori. Nel complesso, sembra di viaggiare a bordo di una berlina, se non fosse per la posizione "sopraelevata". Lo stile dell’abitacolo è quasi in contrasto con le linee ricercate della carrozzeria: lineare, sobrio, i comandi facili da individuare. Al centro della consolle troviamo il pratico e ben leggibile navigatore satellitare, con schermo di 8, la radio, con lettore cd e 6 altoparlanti, e connessioni Usb e Aux. Oltre alle ampie dimensioni dei portaoggetti, si apprezza la capienza del vano di carico, a cui si accede da un grande portellone, ad apertura elettrica, con il pianale posizionabile su due altezze differenti. Ed ora il momento del test drive: la Hyundai Tucson provata è stata la 1700 CRDI 2WD XPossibile da 29000 €. La Hyundai sostituisce la IX35 con la Tucson, facendo un tuffo indietro con il nome ma un balzo nel futuro con il prodotto. Il nuovo SUV made in Corea, grazie al nuovo family feeling Hyundai, unisce linee muscolose e sportive a forme compatte. Su strada, pare di stare a bordo di una berlina di gran classe grazie al confort di bordo, alla comodità dell’abitacolo, sia davanti che dietro, all’insonorizzazione interna. Molto maneggevole, ha un ottimo sterzo e un cambio sempre preciso e pronto ad essere sollecitato. La versione guidata monta il 1700 Turbodiesel da 115 cv (l’altro è il 2000 CRDI da 136 o 185 cv), che ben risponde al motto “piccolo è bello”. Infatti, nonostante la bassa cilindrata, questo motore può contare su 115 cavalli scalpitanti che rendono una Tucson una mangiasfalto e anche una mangiasterrati (anche se non monta la trazione integrale), dimenticandosi di andare dal benzinaio, visti i bassi consumi. Infine il listino prezzi: si va da 21450 € della 1600 Classic 132 cv 2WD per arrivare a 31650 € della 1600 177 cv XPossible 4WD con Cambio Automatico (Benzina); si va da 23450 € della 1700 CRDI 2WD Classic per arrivare a 34950 € della 2000 CRDI 185 cv XPossibile 4WD con Cambio Automatico (Diesel).

 

MARTINSICURO – La Mahindra presenta in Italia il sostituto del Bolero. Questo pick-up è il Genio. Il mezzo indiano è disponibile a 2 o 4 Ruote Motrici, a Cabina Singola o Doppia, è equipaggiato con 1 Motore Turbodiesel 2200 da 120 cv, in allestimento unico. Esternamente il Genio ha linee classiche da pick-up dove alle forme della cabina si fondono le linee squadrate del cassone (enorme nelle dimensioni nella variante Cabina Singola, nella norma nella configurazione a Cabina Doppia). Il frontale lineare e pulito, ha forme tondeggianti: i grandi fari che seguono la forma ondulata del cofano incorniciano la grande mascherina a feritoie nel colore carrozzeria. Posteriormente la coda è quella classica da pick-up: la ribaltina incorniciata da fari rettangolari verticali. La linearità e la semplicità delle forme esterne lo si ritrova nell’abitacolo. Lo spazio interno è curato e completo di tutto: la consolle centrale presenta in sommità la palpebra che racchiude l’orologio digitale, in posizione centrale la radio cd, mentre in fondo consolle vi sono le manopole del climatizzatore. Molto ben leggibile è il quadro strumenti con i quadranti con numerazione nera su fondo bianco. Ed ora il momento del test drive: il Mahindra Genio guidato è stato il 2200 Turbodiesel Cabina Singola 2WD da 14817 €. La Mahindra, nota in Italia per i suoi mezzi da lavoro e per il suo XUV500, lancia sul mercato il mezzo da lavoro e per il tempo libero che va ad aprire la sua gamma veicoli, dopo l’uscita di scena del Bolero. Su strada, questo veicolo studiato dalla casa indiana per agricoltori, artigiani e persone che necessitano per lavoro di ampio spazio dove poter caricare, è molto maneggevole, la posizione di guida rialzata facilita la visuale della strada circostante. Il motore che lo equipaggia, è il 2200 Turbodiesel da 120 cv che equipaggia l’altro pick-up di casa, il Goa. Questo motore, unico a listino, è potente, brillante, permettendo al Genio di essere un Genio del low cost, con costi di gestione ai minimi. Infine il listino prezzi: si va da 14083 € del 2200 Turbodiesel 2WD Cabina Singola per arrivare a 19878 € del 2200 Turbodiesel 4WD Doppia Cabina (Diesel).

TERAMO – La Kia presenta in Italia la terza generazione della Sorento. La nuova generazione del SUV Coreano è disponibile a 5 o 7 posti, a 2 o 4 Ruote Motrici, è equipaggiato con 1 Motore Turbodiesel 2200 CRDI da 200 cv, negli allestimenti Loft, Feel Rebel, Rebel. Esternamente è più lunga di 9 cm (478 in tutto); cresce anche di 8 centimetri nel passo (la distanza fra le ruote dello stesso lato), mentre l’altezza cala di 2 cm. La vettura è imponente, ma le nuove proporzioni contribuiscono a darle uno slancio maggiore: la nuova linea è ben proporzionata ed elegante. Davanti, i fari piuttosto aggressivi si raccordano gradevolmente alla mascherina cromata, mentre nella parte inferiore si notano le luci supplementari grandi e spigolose. La fiancata, morbidamente “levigata”, mantiene il montante posteriore massiccio già tipico del modello attuale, ed è impreziosita da spesse cromature alla base delle porte; nella coda si notano i grandi fanali orizzontali e l’ampia fascia nera nella parte inferiore. Internamente l’abitacolo della Kia Sorento è gradevole, ben disegnato e accogliente, e l'enorme tetto in vetro apribile aiuta a renderlo particolarmente arioso e godibile. C'è di che rimanere soddisfatti anche delle finiture: le plastiche sono globalmente di buona qualità e molto ben lavorate, e si alternano a estesi rivestimenti in pelle. Nella plancia, ben disegnata, spicca lo schermo centrale di 8” a sfioramento del sistema radio-navigatore (che non ha, però, una grafica particolarmente raffinata). Ben leggibile il cruscotto, con lo strumento centrale che in realtà è un display e serve per il tachimetro (con lancetta “virtuale”) e per il computer di bordo, mentre gli altri strumenti sono classicamente analogici; in ogni caso, il tutto si legge bene. Giudizio positivo anche per i comandi: tutti al posto giusto, facili da individuare e da azionare. Tutto bene, al posto di guida: il sedile è morbido, abbastanza avvolgente e con regolazioni elettriche che includono il supporto lombare e persino l'altezza dell'estremità anteriore della seduta. Insieme alle ampie possibilità di spostamento del volante e allo spazio abbondante, mettersi comodi è davvero facile. La buona accoglienza non è una prerogativa dei soli posti anteriori. Lo spazio abbonda anche sul divano (scorrevole e con lo schienale regolabile nell'inclinazione) che va benissimo anche per tre adulti. Capiente pure il bagagliaio: in cinque, portando in avanti il divano, ci sono 660 litri a disposizione, che diventano 1.732 viaggiando in due. Utile, poi, il fatto che lo schienale sia in tre parti reclinabili: abbassando quella centrale, per esempio, si può viaggiare comodi in quattro caricando oggetti anche molto ingombranti ma sottili (come una scala, degli sci o le ante di un armadio). Ben rifinito e dotato di portellone a comando elettrico, il baule. Ed ora il momento del test drive: la Kia Sorento guidata è stata la 2200 CRDI 4WD Automatico 7 Posti Feel Rebel da 45025 €. La nuova Sorento si migliora ancor di più, diventando la Luxury Car di casa Kia. Su strada il SUV orientale, ha un comportamento da ammiraglia: comodo, confortevole, silenziosissimo in marcia, è un salotto viaggiante, spazioso e arioso. L’abitacolo può ospitare fino a 7 passeggeri in un ambiente molto luminoso, grazie al tetto panoramico in vetro. Nonostante le dimensioni non proprio ridotte, è molto maneggevole anche negli spazi angusti, lo sterzo è sempre pronto, e si parcheggia facilmente grazie anche alla retrocamera a colori. Il motore che pulsa sotto il cofano, è il 2200 Turbodiesel da 200 cv, unico motore disponibile. Questo motore è un campione di efficienza, unendo ottime prestazioni (potenza, brillantezza, velocità) a bassi consumi e costi di gestione complessivi da “sorridi-portafoglio”. Infine il listino prezzi: si va da 36500 € del 2200 2WD Loft 7 posti per arrivare a 49000 € della 2200 CRD 4WD Rebel 7 Posti Automatica (Diesel).

ASCOLI PICENO – La Opel affianca alla Adam la sua versione crossover, la Adam Rocks. La novità made in Opel è disponibile con 3 Motori a Benzina (1000 Turbo da 90 o 115 cv, 1200 da 70 cv, 1400 da 87 o 100 cv), negli allestimenti Rocks, Rocks Air (con tetto in tela). Esternamente è più alta da terra di 1,5 cm rispetto alla Dam di partenza e con vistose protezioni in plastica sui paraurti e sui passaruota. La Opel Adam Rocks ha i fanali squadrati, anziché arrotondati, e inserti cromati nei paraurti che richiamano le protezioni delle fuoristrada. I nuovi fascioni paracolpi sono più spessi e aggiungono 5 cm alla lunghezza della vettura, che ora ne misura 375. Inedito è anche il tetto in tela, che si apre e si chiude elettricamente in soli cinque secondi ed è disponibile in tre tinte: nero, marrone scuro e marrone chiaro. L'abitacolo della Opel Adam Rocks ha un aspetto elegante e sportivo, con finiture e tinte specifiche, studiate apposta per questa versione. Per il resto comunica lo stesso senso di ampiezza e cura dei dettagli delle altre Adam. Le poltrone hanno fianchetti accentuati che trattengono bene il corpo in curva. Sono ottime, le finiture, paragonabili a quelle di auto di livello superiore; specie la plancia, il volante e la console (dal design moderno) sono realizzati in materiale piacevole al tatto. Ad arricchire ulteriormente gli interni c'è il sistema multimediale Intellilink, che si aziona tramite lo schermo a sfioramento di 7 Pollici: collegato a uno smartphone (Android o Apple iOS), accede ai dati in memoria per riprodurre file musicali, visualizzare immagini e video, telefonare o usare le app (tra cui anche BringGo che consente di utilizzare il navigatore, tramite il collegamento Gps del cellulare, senza collegarsi a internet). Ed ora il momento del test drive: la Opel Adam Rocks guidata è stata la 1400 87 cv Rocks Air da 18192 €. La gamma Adam si amplia con la versione Rocks, una crossover da città, dalle forme giovanili e sbarazzine. Su strada la Adam Rocks ha tutte le doti della Adam: compatta, maneggevole, si parcheggia in un fazzoletto di spazio. Inoltre la versione provata monta il tetto in tela ad azionamento elettrico (si apre in soli 5 secondi) che trasforma la Adam da una compatta citycar a una frizzante quasi cabriolet. Tetto a cui è abbinato un comodo frangivento che annulla i fruscii del vento a capote abbassata (sembra di viaggiare al chiuso, anche ad andature sostenute). Il motore montato sulla Adam Rocks guidato è il 1400 da 87 cv, propulsore che permette alla Adam Rocks di essere usata sia in città, sia nell’extraurbano, grazie all’ottima potenza di 87 cv, alle prestazioni briose, ai consumi contenuti (5,5 litri ogni 100 km). Infine il listino prezzi: si va da 15850 € della Adam Rocks 1200 70 cv per arrivare a 19650 € della Adam Rocks Air 1000 Turbo 115 cv con Start e Stop (Benzina).

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La BMW sottopone la Serie 1 a un corposo restyling, che la trasforma nettamente, migliorandola esteticamente. La 1 è disponibile a 3 o 5 porte, è equipaggiata con 5 Motori a Benzina (116 da 109 cv, 118 da 136 cv, 120 da 117 cv, 125 da 218 cv, 135 da 326 cv) oppure con 5 Motori Turbodiesel (114d da 95 cv, 116d da 116 cv, 118d da 150 cv, 120d da 190 cv, 125d da 218 cv), negli allestimenti Base, Advantage, Sport, Urban, MSport, M. Esternamente la 1 porta sostanziose novità, senza interventi troppo drastici. Risultato: un'auto più armoniosa e grintosa, con fari, mascherina e prese d'aria nuovi nella parte anteriore, mentre dietro si notano i fanali che si estendono fin sul portellone. Tutto il resto del corpo vettura, non ha subito cambiamenti, confermando che le linee della Serie 1 sono attuali e gradevoli. Minimi i cambiamenti nell'abitacolo della 1, dall'impostazione tipicamente sportiva come da DNA BMW: sedili comodi e confrtevoli, volante completo di pulsanti utili a comandare il sistema di intrattenimento, alto tunnel centrale a separare nettamente la parte destra da quella sinistra. Ottime le finiture, molto ben realizzata la consolle centrale (in alto lo schermo del sistema di intrattenimento, a centro consolle i comandi radio, in fondo consolle i comandi clima, nel tunnel centrale la rotellina di controllo dei sistema di intrattenimento), sportivo è il quadro strumenti, dove l’analogico si sposa bene con il digitale, con un ottima leggibilità. Ed ora è il momento del test drive: la BMW Serie 1 provata è stata la 116d 5 Porte Advantage da 30962 €. La BMW rivoluziona la Serie 1, rendendola grintosa e sportiva, migliorandola, con questo restyling, nel frontale e nella coda. Su strada la 1 è una BMW DOC: sportiva, grintosa, divertente da guidare, molto maneggevole. Come ogni BMW alla sportività di guida, si unisce, come recita lo spot della casa tedesca, il “Piacere di Guidare”. Questo piacere si ha nel confort e nella silenziosità di marcia, nella comodità interna, nell’avere tutti i comandi al loro posto. Il motore che equipaggia la vettura provata è lo straordinario 1500 Turbodiesel 3 cilindri da 116 cv, denominato 116d. Questo motore, piccolo nella cilindrata, ma non nella potenza, è impressionante per l’unione fra i 3 cilindri, l’alimentazione Diesel, e soprattutto le prestazioni. Potente e brillante, non pare affatto un motore a 3 cilindri (di solito i 3 cilindri, sono più lenti, a causa del 4° clindro mancante), ma porta in dote dai motori a 3 cilindri i bassissimi consumi (3,6 l ogni 100 km). Infine il listino prezzi: si va da 23100 € della 116 Base 3 porte per arrivare a 48500 € della 135 M 5 porte XDrive (Benzina), si va da 24500 € della 114d 3 Porte Base per arrivare a 40100 € della 125d MSport 5 porte con Cambio Automatico (Diesel).

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Ingredienti per 12 persone: 
1 lt di panna fresca 
6 uova 
500 g di zucchero 
500 g di castagne 
1 lt di latte 
Sale 
Per la crema di nocciole: 
180 G Nocciole Sgusciate E Tritate Finemente 
6 Tuorli D'uovo 
150 G Zucchero 
3 Cucchiaio Farina 
1 Pizzico Sale 
75 Cl Latte 
300 G Panna Liquida 
1 Cucchiaino Essenza Di Mandorle Liquida 
Per il cioccolato: 
350 gr di cioccolato fondente 
50g di burro 

Preparazione: 
Lessate le castagne in un litro di latte intaccandole prima latarelamente fino a quando saranno appassite, dopodichè trasferitele nel mixer e frullatele fino a ottenere un composto. 
Preparate il semifreddo dividendo i tuorli e gli albumi. 
Montate i tuorli con 100 g di zucchero finchè risulti una crema soffice; 
Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale e appena saranno montati aggiungete a pioggia 100 g di zucchero. 
A questo punto montate la panna con 300 g di zucchero ricordando che per facilitare l'operazione è consigliabile mettere una mezz'ora prima il contenitore dove monterete la panna in frigorifero in modo che raffreddi. 
Una volta ottenuta la panna, unite i tre composti e il composto di castagne. 
Amalgamate per bene affinchè i tre composti si uniscano e trasferite il tutto in un contenitore per semifreddi e mettete nel freezer per 12 ore. 
Prima di servire il semifreddo preparate la crema di nocciole; 
sbattere i tuorli con lo zucchero fino a rendere il composto bianco e spumoso, incorporare la farina e il sale poi a poco a poco il latte e le nocciole. Mettere sul fuoco e sempre mescolando far addensare, fermando la cottura prima che bolla. Montare la panna e mescolando dolcemente unirla alla crema ormai fredda insieme all'essenza di mandorle, mettere in frigo. La crema non deve aspettare più di un'ora prima di essere servita (si smonterebbe la panna).
Mettete il cioccolato e il burro a sciogliere a bagnomaria e non appena si sarà sciolto andremo a comporre il piatto per servire il semifreddo. 
Nella base del piatto mettete la crema di nocciola, dopodichè decorate con il cioccolato formando un disegno sopra la crema e tagliate il semifreddo a rettangoli e disponetelo nei lati e servite spolverando con lo zucchero a velo.

 

Ringraziamo lo Chef Davide D'Arcamo

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Fino a qualche anno fa gran parte degli appassionati di giochi possedeva una Playstation o l’X Box e forse la possiede ancora. Con le innovazioni tecnologiche che si sono succedute nel corso dell’ultimo triennio però nelle abitudini di fruizione dei giochi è cambiato da parte degli utenti. Il boom di smartphone e tablet, oltre alla diffusione della banda larga un po’ in tutta Italia ha modificato quasi completamente il modo di giocare degli italiani. Grazie a queste piccole rivoluzioni pian piano si sono fatti sempre più strada gli ormai famosi giochi online che oggi raccolgono una fetta piuttosto importante di mercato. In questo settore, naturalmente, ci sono diverse tipologie di giochi. Troviamo i classici giochi di ruolo, ma nell’ultimo periodo a recitare un ruolo da assoluti protagonisti sono i casino online che sono in sostanza la trasposizione digitale di un casino reale. Al loro interno tutti gli appassionati di questo segmento di giochi possono divertirsi a blackjack, slot machine o alla roulette online. Alle società che operano nel nostro Paese tramite concessione AAMS va il merito poi di aver cavalcato l’onda delle nuove tecnologie sviluppando applicazioni per i dispositivi mobile in modo da permettere ai propri clienti di poter giocare anche quando non si ha a disposizione un personal computer o un notebook.

Ma perché questi casino online hanno raggiunto tutta questa popolarità? I motivi sono molteplici, ma indubbiamente l’aspetto tecnologico ha di sicuro avuto un ruolo determinante per avvicinare sempre più appassionati a questo mondo. Da considerare poi che ad investire in questo settore ci sono quasi tutti i principali brand che si occupano di giochi online. Il casino online sicuro di Paddy Power è, ad esempio, tra i più grandi ed importanti in Italia. Ciò che ha fatto del Casino di Paddy Power uno dei casino online più frequentati d’Italia è il fatto che questa società di origini irlandesi oltre a proporre un’offerta piuttosto vasta di giochi ha deciso di creare una sezione particolare in cui è possibile giocare anche alle versioni live di blackjack e roulette. A questo aggiungiamo poi che sono presenti nei principali store di applicazioni ben tre prodotti differenti targati Paddy Power. Insomma se questo mondo vi ha sempre incuriosito, Paddy Power può essere il luogo giusto dove iniziare a divertirsi. Provare per credere. 

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